Sicilia

 

Un volontariato legato ai propri luoghi, ma propenso a lavorare in rete

Presentazione del progetto “Palermo 2015 città educativa” sulla cittadinanza e i diritti dei più piccoli
Presentazione del progetto “Palermo 2015 città educativa” sulla cittadinanza e i diritti dei più piccoli

UN VOLONTARIATO CHE RESISTE. La connotazione del termine isola non deve trarre in inganno, quando si parla di Sicilia. È la più grande del Mediterraneo in quanto a estensione territoriale, ma se si guardano i dati relativi alla popolazio­ne, con i suoi 5 milioni di abitanti è anche una delle regioni più popolate del sud Italia (subito dopo la Campania) e supera anche regioni come il Piemonte. È una regione dai forti contrasti, come capita spesso nelle regioni del meridione: ricca di storia, bellezze naturali e cultura, e attanagliata da una situazione economica che la rende una delle regioni in cui l’indigenza e il rischio di cadere in pover­tà è tra i più alti d’Italia. In questo contesto, gli ultimi dati sul volontariato resi noti dall’Istat con il censimento permanente del non profit, sembrano delineare un mondo che non riesce ancora a superare la batosta della crisi. I dati relativi al 2015 che emergono dal censimento, infatti, mettono in evidenza una flessione del volontariato siciliano. Secondo l’analisi dell’Istat, in Sicilia operano poco più di 216mila volontari. Circa 426 volontari ogni 10mila abitanti. Un dato relativo alla popolazione residente che è ben al di sotto della media italiana, che è più del doppio di quella siciliana (con oltre 900 volontari ogni 10mila abitanti). Rispetto alla popolazione residente, inoltre, la presenza di volontari è tra le più basse d’I­talia, seconda solo alla Campania. I dati mostrano un altro aspetto del tutto unico sul panorama nazionale: la Sicilia è l’unica regione che vede diminuire il numero dei volontari nel 2015 rispetto al 2011, quando erano 225mila. Una diminuzione di tre punti percentuali, mentre in tutta Italia risulta in crescita e con una media di più 16 punti percentuali. In crescita, invece, sono le istituzioni del non profit in generale che nel 2015, rispetto al 2011, crescono del 4 per cento, con oltre 20mila attive sull’isola.

TRE CSV PER LE TRE STORICHE VALLI. Sono circa 2,2mila le organizzazio­ni di volontariato attive sul territorio, tra cui spiccano, come settori di intervento principali, quelli dell’assistenza sociale e protezione civile, quello della cultura, sport e ricreazione e infine quello della sanità. A tracciare un profilo ben definito del mondo del volontariato siciliano, è una ricerca promossa dal Co.Ge e dai Csv della regione nel 2015 che ha raggiunto la metà delle Odv presenti sull’isola. Dalla ricerca emerge una realtà fatta di tante piccole associazioni che spesso individuano come ambito al quale riferirsi quello locale o meglio comunale, ma emerge anche un’attitudine al lavoro di rete, di cui le varie delegazioni, distretti o coordina­menti nati sul territorio negli anni sono un’evidente prova.

Tra i sei liberi consorzi comunali (ex province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani) e le tre città metropolitane (ovvero Palermo, Messina e Catania), quindi, opera un volontariato particolarmente legato al proprio territorio, così come accade ai suoi tre centri di servizio per il volontariato, nati tutti negli anni 2000. La regione siciliana, infatti, gode di una particolare autono­mia legislativa. Ed è per questo che la legge nazionale 266/91 diventa operativa solo nel 1994, con la promulgazione della legge regionale n. 22. È questo uno dei motivi che porterà alla nascita dei Csv con qualche anno di ritardo rispetto al resto d’Ita­lia. Il bando per la loro gestione, infatti, viene pubblicato dall’assessorato regionale Enti locali nell’agosto del 2000. Successivamente, il Comitato di gestione istituirà tre Csv con sede in altrettante città: Palermo (Cesvop), Catania (Csve) e Mes­sina (Cesv).

Una distribuzione geografica dei territori tipica nella regione, ovvero quella delle “tre valli”. A Messina (città metropolitana solo per la legge siciliana), per via della morfologia del territorio e del numero di comuni viene affidato un Csv provinciale. I Csv di Palermo e Catania, invece, hanno una struttura interprovinciale. Il Cesvop ha anche Agrigento, Caltanissetta e Trapani nel territorio di competenza. Il Csv Etneo, invece, segue le ex province di Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna.


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