Sardegna

 

Un volontariato “inedito” che sa rispondere ai nuovi bisogni

“E!State Liberi”: campi di volontariato e formazione sui beni confiscati (2016)
“E!State Liberi”: campi di volontariato e formazione sui beni confiscati (2016)

 UN IMPEGNO CIVILE CHE CRESCE. Si fa carico dei bisogni e dei diritti del­la popolazione più svantaggiata e marginale nella società, pensa alla qualità del­la vita e della sicurezza dei cittadini nelle comunità locali ed è partecipato da chi vive le difficoltà a cui cerca di dare una risposta. L’ultima fotografia dettagliata del mondo del volontariato sardo è contenuta nella pubblicazione “Il volontariato in Sardegna. Organizzazioni di volontariato nella rilevazione campionaria: identità e processi 2016” curata da Renato Frisanco e pubblicata nel febbraio 2017 dal cen­tro di servizio per il volontariato Sardegna solidale. Al momento della rilevazione campionaria, le Odv presenti nella regione sono 1.700 circa, ovvero 10 Odv per 10mila abitanti, con una crescita rispetto ad una precedente rilevazio­ne del 2008. Anche i dati che riguardano i volontari, occasionali e attivi, dal 1999 al 2016 risultano tutti in crescita. Secondo quanto riportato nel bilancio socia­le 2016 del Csv, infatti, il numero delle associazioni attive sull’isola è passato dalle 1.200 del 1999 alle oltre 1.700. Il numero dei vo­lontari è cresciuto da 30mila nel 1999 a 45 mila nel 2016, mentre quello dei volontari occasionali è raddoppiato dai 40mila nel 1999 agli 80mila del 2016.

Anche i recenti dati Istat sulle istituzioni non profit parlano di una presenza dif­fusa e crescente sia del non profit che più in particolare del volontariato. Rispetto agli stessi dati Istat del 2011, infatti, quelli del 2015 mostrano una crescita del 12 per cento delle istituzioni non profit nella regione, con oltre 10mila realtà presenti sul territorio sardo mentre i volontari, nel 2015, sono oltre 193mila, ovvero 1.164,5 per 10mila abitanti, con una crescita significativa rispetto al 2011 del 37,2 per cento. Vo­lontariato sardo, quindi, che anche nei numeri mostra una vocazione al territorio rinnovata proprio negli ultimi tempi. “La crescita più recente di tante piccole unità indipendenti, - spiega la ricerca pubblicata dal Csv Sardegna solidale, - se determina una maggiore frammentazione, introduce qualche segnale di novità nell’agire volontario, per l’orientamento ai nuovi bisogni e a forme inedite di pro­tagonismo dei cittadini responsabili”.

IL VOLONTARIATO SARDO RADICATO SUL TERRITORIO. Secondo la ri­cerca, sebbene le organizzazioni di volontariato della Sardegna risultino connesse in maggioranza da un rapporto di tipo affiliativo o federativo con le sigle del volon­tariato nazionale o regionale, rivelando una tendenziale propensione a far parte di reti organiche, “oggi molte organizzazioni nascono più dall’iniziativa di gruppi di cittadini che per la tradizionale capacità di affiliazione delle centrali nazionali del volontariato o della promozione ecclesiale”. Ed è così che l’ambito territoriale di operatività “rivela il radicamento della maggioranza relativa di Odv nel contesto microterritoriale o comunale che le esprime e in cui operano in modo esclusivo o prevalente, - si legge nel testo. - Ma in misura quasi altrettanto cospi­cua vi è chi agisce in un raggio zonale o provinciale, soprattutto se coinvolto nella realizzazione di servizi o interventi di interesse dei distretti e delle Asl. Infine, due Odv su dieci si fanno carico di territori più estesi, compreso l’ambito internaziona­le dove sono presenti con progetti di solidarietà e sostegno allo sviluppo in paesi del Sud del mondo”.

Una crescita della presenza del volontariato “consistente a partire dalla seconda metà degli anni 80”, spiega la ricerca, che ha contribuito all’emanazione dei primi dispositivi regionali di riconoscimento e valorizzazione del volontariato, come la legge regionale 4/1988 sul “Riordino delle funzioni socio-assistenziali” con cui vie­ne istituito l’albo del volontariato organizzato, a cui hanno fatto seguito nel 1989 la legge regionale n. 3 che prevede l’istituzione dell’albo per le organizzazioni di protezione civile e negli anni 90 l’attuazione della legge quadro nazionale e la legge regionale 39/1993 che disciplina le attività di volontariato nella regione.


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