Marche

 

Un volontariato diffuso e legato al territorio

Prove spettacolo a teatro con Anffas a Civitanova Marche (Mc) © Claudia Profeta
Prove spettacolo a teatro con Anffas a Civitanova Marche (Mc) © Claudia Profeta "Tanti per tutti"

UN SISTEMA IN CRESCITA E IN CONTINUA EVOLUZIONE. “Una rete ca­pillare, distribuita ovunque nella regione, perfino nei paesi più sperduti. È quella del volontariato che nelle Marche mostra di avere radici solide, anzi solidissime. Molto più che altrove”. Veniva descritto così, in un articolo del Corriere adriatico dell’aprile 2012, il mondo del volontariato marchigiano. Nello stesso articolo, En­rico Marcolini, allora presidente del Csv Marche spiegava: “Le Marche sono una regione contadina per tradizione dove l’aiuto e il sostegno agli altri fanno parte della cultura. Questo è rimasto anche oggi ed è ciò che ci rende alla fine orgogliosi”. Sono questi i caratteri forti che definiscono meglio quello che è ancora oggi il vo­lontariato marchigiano: l’essere presenti e attaccati al proprio territorio, ma soprattutto essere orgogliosi di questa capillarità e numerosità. Quel che colpisce della regione Marche, però, non sono tanto i numeri assoluti del volonta­riato, quanto il confronto tra la sua diffusione oggi con quella di venti anni fa. Ed è forse questo il dato di cui andar fieri: un volontariato in crescita che non solo conferma quanto detto da Marcolini, ma che parla di una cultura che continua a evolvere.

LA CRESCITA DEL VOLONTARIATO. Nel primo censimento condotto dal Csv delle Marche in collaborazione con la Fivol nel 2001, nella regione vengono rilevate 959 organizzazioni di volontariato (OdV), pari a 6,6 organizzazioni ogni 10 mila abi­tanti. Quindici anni dopo, nel 2016, le Odv presenti su tutto il territorio regionale ammontano a 1.813 unità. Quasi il doppio rispetto al 2001.

Quanto al movimento dei volontari, il dato più aggiornato parla di ben 44.600 per­sone. Con un rapporto di 9,2 Odv ogni 10 mila abitanti, le Marche risultano una delle regioni con la più alta vocazione al volontariato. Una crescita accom­pagnata anche dall’incremento delle organizzazioni iscritte al Registro regionale. Nel 2016 sono l’84 per cento del totale, in linea con il 2015 e il 2014, ma anche qui se si vanno a recuperare i dati degli anni precedenti è possibile notare il notevole incremento. Nel 2010 erano il 77 per cento, ma cinque anni prima, nel 2005 erano poco più del 57 per cento del totale (dati del 2005 riportati dall’articolo “Il non profit marchigiano si rafforza”, pubblicato sul Sole 24Ore del 9 maggio 2007). “Negli anni abbiamo avuto una crescita impor­tante del numero delle associazioni nella regione, anche se in realtà non registria­mo le associazioni che chiudono o diventano inattive, - spiega Alessandro Fedeli, direttore del Csv Marche. - Grazie ai censimenti che facciamo insieme alla regio­ne, il fenomeno diventa più definito. Il saldo tra natalità e mortalità, però, è stato sempre positivo. I valori del volontariato hanno avuto una diffusione forte nel territorio, anche grazie alle nostre campagne. Nell’ultimo decennio, se n’è parlato sempre di più e questo ha portato un numero maggiore di cittadini a costituire associazioni di volontariato. Rispetto ai settori, invece, ci si aspetta una crescita maggiore in quelli dove i bisogni sono più numerosi, come il sociale e il sanitario. In realtà, sono cresciute in settori diversi: quello ambientale, ad esempio, la protezione animali e il settore culturale”.

Per quanto riguarda la presenza delle Odv tra le varie province, è quella di Ancona a raccoglierne di più sul suo territorio. Segue la provincia di Pesaro Urbino, poi Macerata, Ascoli Piceno e Fermo (Gli ultimi dati sulle Odv sono ripresi dal Bilancio sociale 2016 del Csv Marche). Un ruolo notevole quello del volontariato sul territorio, il cui impegno mensile, calcolato sulla base di una stima effettuata nel 2011 (l’analisi è contenuta nella ricerca “Quanto conta il volontariato nelle Marche”, Pagine Volontarie, 2011), equivale a quello di circa 2.780 lavoratori dipendenti a tempo pieno, per un correlativo valore annuale stimato di 69,5 milioni di euro, secondo quanto riportato in una ricerca condotta da Csv, regione Marche e università di Urbino, sul valore sociale ed economico indiretto del volontariato marchigiano.


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