Campania

 

Un territorio complesso dove il non profit cresce a livelli record 

Laboratori per ragazzi a Castel Volturno (Ce) © Gianmaria Capuano
Laboratori per ragazzi a Castel Volturno (Ce) © Gianmaria Capuano "Tanti per tutti"

UNA CRESCITA ESPONENZIALE. La Campania è la terza regione italiana per numero di abitanti, dopo Lombardia e Lazio, la prima se consideriamo soltanto il mezzogiorno. Ma è l’ultima regione ad aver istituito sul proprio territorio i centri di servizio per il volontariato. Ad oggi sono cinque quelli attivi in un contesto caratte­rizzato da una forte densità abitativa, per alcune province, e da un territorio com­plesso, in cui non mancano difficoltà di vario genere. La Campania, tuttavia, è una regione che negli anni ha visto crescere in modo esponenziale la solida­rietà tra i propri confini. Secondo i dati contenuti nell’ultimo censimento delle istituzioni non profit dell’Istat, presentato a fine 2017, sul territorio ve ne sono oltre 19mila attive. Un dato che vede la regione campana ai vertici nel panorama italiano per i livelli di crescita. Se­condo l’Istat, infatti, il non profit campano nel 2015 è cresciuto del 33 per cento rispetto alla precedente rilevazione del 2011. Al secondo posto c’è la regione Lazio, che ha fatto registrare un aumento del 29 per cento, e terza la Lombardia con una crescita del 14 per cento.

ANCHE IL VOLONTARIATO CRESCE. Sempre secondo l’ultima rilevazione Istat, nella regione sono attivi quasi 239mila volontari. Un dato in crescita del 50 per cento rispetto al 2011. Anche in questo caso, un record: è il dato più elevato a livello nazionale, ben al di sopra della percentuale di incremento dei volontari sul panorama italiano dal 2011 al 2015 che è ferma al 16 per cento circa. Tuttavia, se confrontiamo questo dato con la popolazione residente, il volontariato campano è ancora lontano dalla media nazionale. I suoi 408 volontari ogni 10mila abitanti rappresentano poco meno della metà della media italiana.

La crescita del volontariato la si nota anche nel numero delle organizzazioni atti­ve nella regione. Nel 1995, le associazioni di volontariato iscritte al registro erano meno di duecento secondo l’Istat (è quanto riporta il Csv Sodalis nella ricerca “Il volontariato salernitano. Quali risposte alle sfide e quale soggettività?” condotta da Massimo Pendenza, dell’università degli studi di Salerno). Nel 2003, sempre la stessa fonte, le Odv campa­ne iscritte al registro regionale superavano quota 900. Tuttavia, una ricerca della Fivol del 2004, faceva registrare già nel 2001 la presenza di oltre 1,6mila associazioni di volontariato.

Dati più aggiornati rispetto al numero di associazioni di volontariato sono riportati sul sito web della regione Campania, secondo cui “al mese di maggio 2016, risultano iscritte al registro oltre duemila organizzazioni di volontaria­to”. Un volontariato che ha “assunto forme sempre più organizzate e diversificate grazie anche alla normativa regionale in materia”, spiega la regione. I testi di riferi­mento, infatti sono stati la legge regionale n. 9 del ‘93, modificata ed integrata dalla legge 18 del ‘96, poi la legge 11 del 2007 “per la dignità e la cittadinanza sociale” che ha puntualizzato le regole per l’iscrizione al registro regionale del volontariato.


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