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Il Volontariato europeo riparte dal Friuli

Gorizia, 8 ottobre - È un volontariato europeo che cerca riconoscimento, valorizzazione e processi concreti di sviluppo culturale, quello fotografato nel corso della plenaria odierna della Conferenza internazionale del Volontariato, in programma a Gorizia fino a domenica 9 ottobre, presso l'Auditorium della Cultura Friulana.

di Alessia Ciccotti

La giornata è stata aperta dagli interventi di Joachim Ott, Acting Head of Unit - European Commission - Directorate-General for Communication e Martijn Pakker, Direttore del Centro europeo del Volontariato di (CEV) di Bruxelles, le cui relazioni hanno evidenziato come il volontariato sia un catalizzatore di cambiamenti sociali e uno strumento indispensabile alla società per ripartire (in Europa ci sono circa 100 milioni di volontari, in grado di produrre il 5% del Pil mentre ben l'80% degli europei sentono che il volontariato rappresenta una sfera importante della vita democratica).

A seguire alcuni rappresentanti delle più grandi associazioni e reti dei paesi dell'Europa Sud Orientale hanno offerto una panoramica sul volontariato transfrontaliero e le sue prospettive.

Negli ultimi anni diversi paesi dell'Europa Sud Orientale hanno regolamentato il volontariato con una normativa specifica.

In particolare la Slovenia ha approvato, lo scorso febbraio, una legge molto importante che contiene i principi di base del volontariato e che tutela i diritti e gli obblighi dei volontari e delle organizzazioni.

Oltre ad istituire il premio annuale per i volontari conferito dal Presidente della repubblica, la legge riconosce, in linea con la normativa europea, le ore di volontariato svolte come cofinanziamento nei progetti realizzati con gli enti pubblici, oltre ad consentire il cofinanziamento da parte delle istituzioni per le associazioni che riescono ad ottenere fondi europei” - commenta Vanda Remskar Pirc, Ufficio per le Organizzazioni non Governative del Ministero della Pubblica Amministrazione della Slovenia intervenuta nel corso della Conferenza. Ma il riconoscimento normativo non serve se non accompagnato da una condivisione di esperienze e buone prassi.

Un esempio è SEEYN, un network dedicato alla promozione del volontariato fra i giovani a cui aderiscono 16 ONG del sud est Europa. “Il nostro obiettivo – ha spiegato la rappresentante Ivona Krstevska - è quello di superare le differenze portando i giovani di tutta la regione del sud est Europa ad agire insieme.” Un obiettivo che in pochi anni ha dato ottimi frutti determinando non solo un sensibile aumento del numero di volontari in tutti paesi coinvolti nella rete SEEYN ma un maggior riconoscimento pubblico del Volontariato come esperienza utile per i giovani al fine di acquisire competenze da spendere ad esempio nella formazione e nel mondo del lavoro.

La conferenza è promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, organizzata dal CSV Friuli Venezia Giulia in collaborazione con CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato ed ha ricevuto il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, CEV - Centro Europeo del Volontariato, Bruxelles.

Responsabile Ufficio Stampa Maria Teresa Rosito 3453618162
Addetta Stampa Clara Capponi 3402113992 06 45504996 ufficiostampa@csvnet.it

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