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Como, l’alleanza tra pubblico, profit e non profit per fare solidarietà

Il progetto Città fratelli tutti, a cui partecipa anche il Csv provinciale, vuole rafforzare la collaborazione tra tutti i soggetti, per non lasciare indietro nessuno. Tra i principali strumenti, la piattaforma digitale Shaps, creata in ambito professionale da Kpmg, che fa incontrare la disponibilità dei cittadini con i bisogni di chi è in difficoltà

di Alessia Ciccotti

Si chiama “Como città fratelli tutti” il progetto che punta a creare nuove sinergie e nuovi legami nella comunità “affinché nulla venga sprecato o rimanga inutilizzato”, come dicono i promotori. L’obiettivo non è sostituirsi a servizi o iniziative già esistenti, bensì attivare e mettere in rete tutte le risorse presenti sul territorio, rafforzare la collaborazione tra cittadini, istituzioni pubbliche, terzo settore, imprese, associazioni di rappresentanza ed enti religiosi, cercando di consolidare il senso di comunità e costruire un nuovo modello di convivenza sociale.

Sono circa 70 le realtà che hanno già aderito al progetto, provenienti sia dal mondo professionale che del terzo settore e delle istituzioni. Tra queste il Csv di Como e Varese è parte attiva dell’iniziativa, insieme a molti enti non profit locali come Acli, Caritas, Arci, Auser, ma anche Confartigianato Como, Confcommercio Como e Confindustria Come, ed aziende profit, prima fra tutte Kpmg, che è tra gli sponsor tecnici.

Lo strumento scelto per disegnare “una comunità più partecipata, bella ed inclusiva, in cui nessuno venga lasciato solo e ciascuno si prenda cura di chi gli sta accanto”, è la piattaforma digitale Shaps, che sta per share (condividere), help (aiutare), advice (consigliare), empower (dare forza) e support (supportare).

Shaps fa incontrare le abilità e le disponibilità delle persone con i bisogni di chi è in difficoltà. Chiunque può registrarsi, indicando cosa può offrire e in che modo può mettersi a disposizione della comunità, tra sei specifici ambiti di intervento: prime necessità, ospitalità, supporto alla famiglia, lavoro e sviluppo delle competenze, attività ludico-ricreativa, consulenze e servizi. Gli utenti registrati trovano on line le richieste di aiuto e di beni, materiali o immateriali, che nella fase iniziale vengono inseriti sulla piattaforma da enti e associazioni di volontariato e terzo settore, ricevendo una notifica in caso di necessità.

La piattaforma è stata creata nel 2020 dalla Kpmg – tra le maggiori aziende mondiali per la fornitura di servizi professionali alle imprese – durante il primo lockdown per l’emergenza Covid-19, per permettere la condivisione e la circolazione di conoscenze ed esperienze in campo professionale.

Successivamente la piattaforma è stata resa disponibile anche in ambito sociale, grazie alla mediazione di Comm.On!, associazione che da anni opera proprio per potenziare la capacità generativa delle comunità, per renderle sempre più interdipendenti nel creare benessere, per sé e per gli altri.

Shaps è stata poi messa gratuitamente a disposizione del progetto Città fratelli tutti, grazie alla collaborazione con l’Istituto per la finanza e l’economia locale (Ifel), la fondazione di ricerca istituita dall’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), deputata ad assistere i comuni in materia di finanza ed economia locale. Ifel garantisce supporto alle città interessate a sperimentare l’iniziativa sul proprio territorio, rendendo così il progetto potenzialmente replicabile in tutta ItaIia.

Attraverso la piattaforma, dunque, è possibile sollecitare azioni concrete di prossimità. In questo modo ci si può avvicinare al mondo della grave marginalità, instaurando quei legami e quelle relazioni che permettono a chi vive situazioni difficili di ricostruire la propria dignità e avviare un percorso di reinserimento nella società.

Per promuovere la cultura della relazione e stimolare la partecipazione della cittadinanza a questa iniziativa civica, i promotori di Città fratelli tutti hanno realizzato un evento di lancio lo scorso 30 ottobre, con un programma “diffuso” sul territorio, ma anche una campagna di comunicazione. “Qualcuno ha visto mio fratello?” è la domanda provocatoria su cui si basa la campagna e che campeggia su manifesti, striscioni, locandine, volantini, ma anche sugli autobus, grazie alla disponibilità del Comune di Como, di ASF Autolinee e di IGPdecaux. L'interrogativo è anche tradotto in dialetto comasco, nello slang giovanile e in lingua araba – a sottolineare la necessità di unire la comunità territoriale nella sua interezza. Sui canali social invece la domanda viene declinata con formule diverse: “ci stai o passi oltre?”, dove “starci” significa decidere o meno di entrare in relazione con chi ci sta accanto, scegliere di impegnarsi e farsi coinvolgere nella costruzione di una comunità veramente rappresentativa di tutti; “starci” vuol dire “assumere – secondo i promotori - uno stile di vita improntato alla condivisione di ciò che si è e che si ha, per sentirsi, appunto, tutti fratelli”.

 

© Foto di Livia Lecchi. Progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

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