Bergamo, 30 volontari in formazione "dentro e fuori" il carcere

Al via a novembre il percorso formativo per preparare volontari che andranno ad operare con i detenuti e con chi sconta pene alternative. È organizzato con la casa circondariale, la diocesi, l’Ulepe e l’associazione Carcere e territorio. Candidature fino al 29 ottobre 

di Alessia Ciccotti

Un corso di formazione per diventare volontari in carcere, ma anche fuori. È la seconda edizione della positiva esperienza avviata dal Csv di Bergamo a inizio 2020 che, nonostante le fatiche della pandemia, ha formato un gruppo di trenta volontari che ora stanno già prestando servizio in diverse attività proposte all’interno della casa circondariale e a fianco delle persone che scontano pene alternative alla detenzione.

A lanciare una nuova edizione della proposta insieme al centro di servizio è stato il penitenziario di Bergamo, in collaborazione con l’associazione Carcere e territorio, la Diocesi di Bergamo e Ulepe (Ufficio locale di esecuzione penale esterna), nella convinzione che il volontariato possa fare in modo che il carcere venga considerato un quartiere della città e non diventi autoreferenziale.

Il percorso prenderà il via il 4 novembre e sarà possibile candidarsi fino al 29 ottobre (compilando il modulo disponibile sul sito del Csv). A supervisionare le attività formative sarà il professor Ivo Lizzola dell’Università degli studi di Bergamo. Gli appuntamenti sono pensati per avvicinare i partecipanti all’esperienza dell’esecuzione penale, permettendo loro di conoscere questo mondo, le persone in esso coinvolte, i ruoli e le funzioni, il disegno delle normative e delle pratiche trattamentali, oltre che le recenti riflessioni sulla giustizia. Momenti di conoscenza, incontro e visita con le realtà dell’esecuzione penale, carceraria e non solo, si alterneranno a momenti di riflessione ed approfondimento, con un’apertura anche verso altri enti attivi su questi temi in Lombardia.

La formazione prevede quattro incontri on line, seguiti da una fase di tutoraggio, per consentire ai nuovi volontari di sperimentare diverse attività di volontariato nell’esecuzione penale. Come detto, i partecipanti potranno scegliere di operare anche fuori dal carcere, a fianco delle persone chiamate a svolgere misure alternative alla detenzione. “Il confine tra il dentro e il fuori è molto labile ed è necessario investire energie anche e soprattutto sull’esterno, che va curato e preparato affinché non diventi ostile e respingente nei confronti di chi vi si riaffaccia con uno stigma o fragilità pesanti. – afferma Lucia Manenti, direttrice Ufficio Locale Esecuzione Penale Esterna – In questa impresa titanica la presenza attiva sul territorio di volontari, adeguatamente formati, curiosi di comprendere il mondo della giustizia nella sua complessità, disposti a lavorare in rete e a mettersi in gioco può davvero fare la differenza. I volontari – ha aggiunto – apportano uno sguardo diverso, agile e informale, affiancano gli operatori come “antenne” sensibili e facilitatori nei contesti di vita delle persone in esecuzione penale”.

“Da sempre il ruolo del Csv è quello di promuovere e sostenere il volontariato nei contesti di vita. Un volontariato – ha spiegato il presidente Oscar Bianchi – che sia attento e pronto a rispondere ai bisogni che il territorio esprime: per questo ci siamo da subito spesi a fianco dell’istituzione carceraria per formare e accompagnare cittadini che potessero mettersi al servizio dei percorsi di giustizia. La prima edizione di questo percorso si è rivelata positiva, per questo abbiamo scelto, insieme alla rete di soggetti che hanno partecipato al percorso, di proporne una nuova. Speriamo che anche in questa occasione la cittadinanza risponda con entusiasmo e impegno”.

La partecipazione al corso è gratuita ma è richiesta la presenza obbligatoria a tutti gli incontri.

 

© Foto di Gabriella Carnevali, progetto FIAF-CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"