Asvis: "L'Italia si allontana dagli obiettivi dell'Agenda Onu 2030"

Partito il Festival dello sviluppo sostenibile; fino al 14 ottobre oltre 600 iniziative in tutta Italia. Nell'evento inaugurale sono stati presentati i dati del rapporto annuale dell'Allenza: peggiorano 9 Goals su 17, tra cui povertà parità di genere e disuguaglianze  

L’Italia è in ritardo su molti degli Obiettivi dell’Agenda 2030 che oggi appaiono ancora più lontani da raggiungere di quanto non lo fossero lo scorso anno. Il quadro emerso dal sesto Rapporto dell’ASviS, presentato questa mattina a Roma in occasione dell’apertura del Festival dello sviluppo sostenibile, accende alcune luci di speranza ma non ignora le tante ombre, che appaiono preponderanti.

All’evento inaugurale della manifestazione che si svolgerà in tutta Italia fino al 14 ottobre, erano presenti, insieme ai presidenti dell'Alleanza Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini, il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, la direttrice della UN SDG Action Campaign Marina Ponti, il presidente di Enel Michele Crisostomo, la presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Nicoletta Giadrossi, il presidente di UniCredit Piercarlo Padoan e la presidente di Assonime Patrizia Grieco.

“Le scelte che facciamo oggi” si legge nella premessa al Rapporto “possono garantire un futuro realmente sostenibile delle nostre società, ma il tempo a disposizione per invertire la rotta appare purtroppo sempre più ristretto”.

Il documento, elaborato grazie al contributo di oltre 800 esperti, denuncia come, nel 2020, la situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sia complessivamente peggiorata rispetto al 2019.

Nel dettaglio, la situazione risulta migliore solo rispetto a tre obiettivi (energia, cambiamento climatico, pace e giustizia), mentre è rimasta stabile per altri tre (fame, acqua, innovazione); è invece peggiorata per ben nove Goals: povertà, salute, istruzione, parità di genere, occupazione, disuguaglianze, città, biodiversità terrestre, cooperazione. Per gli obiettivi relativi alla produzione e consumo responsabile e alla biodiversità marina non è stato possibile misurare l’andamento.

Osservando l’andamento del nostro paese nel corso dell’ultimo decennio, complessivamente, risulta che per cinque obiettivi l’Italia ha guadagnato terreno (salute, parità di genere, energia, innovazione, cambiamento climatico), per cinque è rimasta stabile (fame, istruzione, disuguaglianze, città, pace e giustizia) e per cinque è peggiorata (povertà, acqua, occupazione, biodiversità terrestre, cooperazione). Per i rimanenti due obiettivi, anche in questo caso, è stato impossibile calcolare
l’andamento.

Invece, guardando al futuro, sulla base delle tendenze, si legge nel Rapporto, su 32 target quantitativi, in gran parte definiti dall’Unione europea, se sarà confermato l’andamento registrato, l’Italia potrebbe riuscire a centrare o ad avvicinarsi solo a 7, tra questi: le coltivazioni biologiche, consumi di energia e tasso di riciclaggio dei rifiuti. Negative o decisamente negative appaiono le tendenze su ben 15 target quantitativi, tra cui: povertà o esclusione sociale, parità di genere nell’occupazione, emissioni di gas serra, qualità dell’aria. 

“La voce delle decine di migliaia di giovani che ormai da tempo riempiono le piazze nel nostro Paese e nel mondo non devono restare inascoltate” ha sottolineato Marcella Mallen nel suo intervento introduttivo. E ha incalzato Stefanini: “L’importante discorso pronunciato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi all’Assemblea delle Nazioni Unite, dimostra la consapevolezza nel Governo della gravità della situazione e delinea le azioni da compiere per uscirne. Contiamo che dalle parole si passi il più presto possibile ai fatti”.

L’evento di presentazione del Rapporto ha dato il via alla quinta edizione del Festival che quest’anno vedrà svolgersi, dal 28 settembre al 14 ottobre, in tutta Italia e in rete oltre 600 eventi, organizzati da cittadini, enti locali, associazioni, istituzioni e anche da molti Centri di servizio per il volontariato.

Consulta qui la versione integrale del Rapporto ASviS.