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In un libro l’anno scolastico di 600 studenti nel segno della solidarietà

Si intitola “Avrò cura di te” e raccoglie le iniziative promosse nelle scuole di Amelia dalla rete “Prendiamoci per mano”, di cui fa parte anche il Csv Umbria: dagli avatar in cartoncino affissi per le strade agli incontri on line con classi di studenti in Africa 

di Alessia Ciccotti

Sta per concludersi un anno scolastico ancora profondamente condizionato dalla pandemia, che ha costretto insegnanti, studenti e collaboratori a ripensare la didattica. Ma quest’anno, in tutta Italia, oltre alle spiegazioni e alle interrogazioni, si è riusciti a far ripartire molti di quei progetti che arricchiscono l’esperienza scolastica di bambini e ragazzi.

Il libro “Avrò cura di te”, ad esempio, promosso dal Csv dell’Umbria insieme alla rete “Prendiamoci per mano” di cui fa parte, racchiude le attività messe in campo nel territorio di Amelia. Racconta le esperienze, le riflessioni e le impressioni di bambini, ragazzi e docenti, emersi durante le iniziative organizzate dalla rete, che riunisce associazioni, scuole e istituzioni locali e che quest’anno ha scelto come filo conduttore quello della “cura” per se stessi, per gli altri e per l’ambiente. Le attività hanno coinvolto complessivamente 600 tra bambini e ragazzi.

Le iniziative promosse dalla rete “Prendiamoci per mano”, come quelle raccolte e descritte nel libro, rientrano nel progetto “New Generation Community”, coordinato dal Centro di servizio e sostenuto dall’impresa sociale Con i bambini, nell’ambito del fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile.

Il percorso che il libro descrive è iniziato a dicembre con la “Carovana dei Pacifici”, in preparazione della Giornata della pace. Per questa occasione i bambini di oltre 30 classi di scuole dell’infanzia e primaria hanno riflettuto sul tema del prendersi cura. Ogni allievo ha costruito il proprio avatar su un cartoncino, aggiungendo un messaggio personale sul tema della pace o della cura. Tutti gli avatar sono stati poi appesi negli spazi esterni alle scuole e in giro per la città di Amelia, nei negozi e per le strade, durante il periodo natalizio.

In vista della Giornata della Memoria, invece, ragazzi e ragazze degli istituti superiori di Amelia hanno condotto delle riflessioni insieme ai propri insegnanti, sull’importanza di “Custodire la memoria per non essere indifferenti” e il libro raccoglie anche gli esiti di questi confronti tra giovani e docenti.

Alcuni gruppi classe, invece, hanno conosciuto via internet, dei loro coetanei in Colombia, Guatemala e Senegal, superando ostacoli oggettivi come il fuso orario, le lingue e limiti tecnici o tecnologici. Negli scambi con la Colombia la curiosità è stata soprattutto nel sapere come altri giovani vivevano l’esperienza della pandemia, sia a scuola che in famiglia, nel condividere ciò che ognuno ama fare nel tempo libero e la ricchezza culturale del proprio paese. L’amicizia con i coetanei del Guatemala, invece, ha portato ad organizzare un’imprevista raccolta fondi, quando, alla fine di novembre, due uragani hanno cancellato case, strade, ponti, isolando 78 comunità, rimaste senza cibo ed acqua. Da Amelia le classi coinvolte nel progetto si sono subito attivate per inviare un supporto concreto alle famiglie più colpite dal disastro. Il contatto con gli alunni senegalesi, infine, è nato grazie all’associazione Radici d’amore onlus, impegnata in azioni di solidarietà verso il continente Africano. Una scuola superiore del villaggio di Wack Ngouna ha condiviso con gli studenti amerini un percorso di conoscenza reciproca, scambio di informazioni ed opinioni sulle differenze ma anche su ciò che accomuna le nostre due società. Al gruppo Whatsapp, in cui i ragazzi si sono scambiati video, presentazioni o semplici messaggi, sono seguiti poi tre incontri on line dedicati a specifici argomenti: i territori e le loro caratteristiche e differenze, le diseguaglianze economiche e sociali tra le due realtà, le problematiche legate alla parità di genere sia in Italia che in Senegal. Date le difficoltà tecniche e la carenza di mezzi tecnologici riscontrata nel primo incontro, ad Amelia è partita una nuova raccolta fondi che ha permesso l’acquisto e la spedizione agli amici africani di due notebook e una stampante.

Il libro “Avrò cura di te” è dunque un modo per restituire alle famiglie un quadro di come bambini e ragazzi hanno vissuto l’anno scolastico.

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