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Afrofobia, al via il progetto contro discriminazioni e linguaggio d’odio

Si chiama Champs e prende il via nella settimana contro il razzismo; è promosso da Amref e una rete di soggetti non profit tra cui CSVnet e Csv Marche. L’obiettivo è decostruire atteggiamenti ostili (frequenti anche in Italia) contro persone di origine africana 

Nella cornice della XVII Settimana di Azione Contro il Razzismo (22-27 marzo) prende il via il progetto Champs (Champions of human rights and community model countering afro-phobia and stereotypes) che punta ad analizzare e decostruire, in Italia, gli atteggiamenti e i linguaggi discriminatori verso le persone di origine africana, rafforzando il ruolo delle associazioni di afro-discendenti e aumentando la conoscenza e la consapevolezza delle dinamiche che generano comportamenti di odio.

Capofila del progetto è Amref Health Africa Onlus-Italia, la più grande organizzazione sanitaria senza fini di lucro che interviene in Africa sub-sahariana, fondata nel 1957 a Nairobi (Kenya). Ma l’iniziativa, sostenuta dall’Unione europea, vede anche il coinvolgimento attivo di una serie di partner tra cui CSVnet e il Csv regionale delle Marche, insieme a Arising Africans, Associazione Carta di Roma, Divercity APS, Le Réseau, Osservatorio di Pavia e Razzismo Brutta Storia.

Il progetto prende avvio, dunque, nella settimana di attivismo contro il razzismo, partendo dalle tre azioni chiave che secondo Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) sono fondamentali per scardinare discriminazione e discorsi d’odio: migliorare la narrazione attraverso dati e analisi, rafforzare i partenariati e le loro capacità di azione.

Attraverso Champs, gli afro-discendenti e le loro organizzazioni saranno formati e sostenuti per svolgere un ruolo attivo come promotori di una nuova consapevolezza diffusa in materia di atteggiamenti e linguaggi discriminatori nei confronti delle persone di provenienza africana. Puntare su ambasciatori che siano sentinelle sul territorio, per promuovere una nuova attenzione e capacità di reazione di fronte ad atteggiamenti afro-fobici: questa la strategia che sarà perseguita.

Qualche dato

Nell'Unione europea vivono circa 15 milioni di persone di origine africana, costituendo una delle più grandi minoranze del continente. Secondo il rapporto "Being black in the EU" (FRA/EU, 2018), il 39% di queste persone si è sentito discriminato e ha sperimentato tra i più alti livelli di esclusione socio-economica, subito stereotipi negativi e atti di violenza e incitamento all'odio (PAD Week - maggio 2018).

Per quanto riguarda l’Italia, l’indagine ha evidenziato come nel nostro paese si riportano rappresentazioni spesso negative degli afrodiscendenti nei media, nei curricula scolastici e nei materiali didattici. In Italia si registra inoltre l'assenza di immagini positive e consolidate: “l'italiano nero” è un archetipo che lotta per essere accettato e diventare normale.

Rimane netto il legame tra afrofobia e odio anti-migranti. Secondo la ricerca di IPSOS "Atteggiamenti verso l'identità nazionale, l'immigrazione e i rifugiati in Italia" (agosto 2018), l’Italia è il Paese dell'UE con il maggiore divario tra i migranti "percepiti" e quelli effettivamente presenti nel Paese. Questa falsa percezione influenza l'atteggiamento ostile nei confronti dei migranti e l’identificazione dell'immigrazione tra le massime preoccupazioni degli italiani. L'indagine IPSOS Ciak MigrAction4 sottolinea come stereotipi, stigmatizzazione e messaggi anti-migranti, in particolare nei confronti degli afrodiscendenti, siano legati anche a un basso livello di conoscenza sull'Africa oltre a informazioni distorte o parziali, spesso supportate dai media e dalla politica.

Il partenariato

Accanto ad Amref Health Africa, che è la più grande organizzazione sanitaria senza fini di lucro che interviene in Africa sub-sahariana, fondata nel 1957 a Nairobi (Kenya), collaborano al progetto CSVnet e il Csv regionale delle Marche, insieme a numerosi altri soggetti.

Arising Africans è un’associazione di promozione sociale nata per riunire i giovani afro discendenti / afroitaliani e italiani con il fine di promuovere una nuova azione congiunta.

L’associazione Carta di Roma si propone di diffondere, consolidare e di attuare il “Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati e vittime di tratta e migranti”, sottoscritto dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Divercity APS è una rete di giovani afro - europei con sede in Italia, Portogallo, Germania, Francia, Belgio, che punta a creare e rafforzare pratiche di superamento di tutte le forme di discriminazione.

Le Réseau è  composta  da  un  gruppo  di  intellettuali  africani  e italiani. L’associazione favorisce l’integrazione e la convivenza sociale delle diverse comunità immigrate in Italia.

Osservatorio di Pavia è un istituto di ricerca indipendente specializzato nell’analisi dei media. Il suo obiettivo principale è la salvaguardia del pluralismo sociale, culturale e politico.

Razzismo Brutta Storia lavora per contrastare il razzismo e le discriminazioni attraverso iniziative culturali, educative e di advocacy. Fondata nel 2008 a Milano dopo l’assassinio razzista del diciannovenne italiano Abdel William Guibre, noto come Abba, realizza percorsi formativi, materiali e promuove campagne sul tema dei diritti.

Leggi il comunicato completo.

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