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Nelle “portinerie di quartiere” i volontari combattono la solitudine

L’idea è del Csv di Venezia che realizzerà insieme alle associazioni del territorio quattro azioni di “portierato sociale”, spazi fisici da recuperare per dare aiuto ai cittadini. A disposizione 50mila euro, scadenza al 31 marzo 

di Clara Capponi

A Venezia sta per nascere un modo originale per far fronte all’emergenza sanitaria e sociale che stiamo vivendo, alla “solitudine involontaria” legata all’impoverimento delle reti familiari e amicali, ai bisogni crescenti della popolazione, soprattutto la più fragile.

Portinerie di quartiere. Avamposto di comunità” è la soluzione pensata dal Csv di Venezia per rianimare i quartieri della città metropolitana con progetti collettivi incentrati sulla condivisione e il “buon vicinato”.

L’iniziativa chiama a raccolta organizzazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale del territorio, che tramite un avviso promosso dal Csv, possono candidarsi per partecipare alla co-progettazione di quattro azioni pilota di “portierato sociale”, ovvero spazi fisici da recuperare - edicole dismesse, negozi sfitti, sedi associative - dove dare ascolto e supporto ai cittadini e mettere insieme la voglia e le competenze di chi vuole investire un po’ del suo tempo per la comunità.

Le attività saranno realizzate dai volontari con il supporto di eventuali figure professionali specifiche e riguarderanno diversi ambiti, come servizi di prossimità - supporto per la spesa o consegna farmaci a domicilio, piccoli lavori domestici, ritiro e distribuzione di eccedenze alimentari, ricezione dei pacchi, cura di piante o piccoli animali domestici, aiuto per trovare babysitter o colf  - tutte attività che saranno sostenute tramite una campagna di ricerca dei volontari tra i residenti per costruire una “banca del tempo di quartiere”.

Tra gli interventi anche iniziative di “animazione di quartiere” e socializzazione - gite, passeggiate, attività culturali e sportive da realizzarsi in gruppo, postazioni di book crossing, laboratori e corsi di formazione - sportelli di orientamento ai servizi offerti sul territorio - disbrigo pratiche, richiesta sussidi, ricerca di lavoro - oltre ad azioni di promozione degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile - promuovere l’inclusione sociale attraverso la conoscenza reciproca fra i residenti del quartiere, cura e pulizia dei beni comuni, promozione di modelli sostenibili di produzione e consumo - gruppi di acquisto solidale, laboratori di riciclo etc. 

Una volta scelti i progetti migliori il Csv, oltre ad offrire supporto per l’avvio delle iniziative e la ricerca dei volontari da impiegare, coprirà l’80 per cento delle spese fino ad un massimo di 12.500 euro per ogni azione (50mila euro in tutto). Il restante 20 per cento sarà a carico delle associazioni partner che dovranno contribuire alle spese anche attraverso donazioni di eventuali enti co-finanziatori, o con la messa a disposizione di locali o la fornitura di attrezzature.

Le associazioni hanno tempo fino al 31 marzo per candidarsi. Secondo quanto riportato nell’avviso, una volta selezionate le associazioni saranno accompagnate dal Csv nella fase di co-progettazione che durerà per tutto il mese di aprile in modo da inaugurare le portinerie di quartiere già da maggio.

 
Giugno 2021
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