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Servizio civile, così le competenze acquisite entrano nel curriculum

A Caserta 17 giovani hanno ricevuto da CSVnet l’attestazione di quanto imparato nei 12 mesi di lavoro in associazioni di volontariato. Il modello di validazione, sperimentato anche a Torino, è ora pronto per i 180 nuovi progetti dei Csv in partenza 

I giovani che entro il 15 febbraio prossimo sceglieranno dove svolgere il servizio civile potranno - al termine di quei 12 mesi e in vista della ricerca di un lavoro - arricchire sensibilmente il proprio curriculum. E non solo citando ciò che hanno fatto e dove, ma aggiungendo la precisa attestazione delle competenze acquisite. L’attestato specifico del percorso compiuto dagli “operatori volontari” più meritevoli (diverso dall’attestato generico che viene consegnato a tutti) è infatti previsto dai nuovi progetti del servizio civile universale, ma diverse organizzazioni del terzo settore sono già in grado di garantire che quel riconoscimento possa essere conseguito.

È il caso del Centro di servizio per il volontariato di Caserta, che nei giorni scorsi ha “laureato” 17 dei 24 giovani che hanno appena concluso il servizio civile (progetto sul bando 2019) nelle seguenti associazioni del territorio: Emporio solidale Buono a rendere, Pro loco di Cancello Scalo, Sì Teverola Odv, Comitato Don Diana, Pro Loco Valle e lo stesso Csv Asso.Vo.Ce (sedi di Caserta, Maddaloni, San Cipriano).

Il modello utilizzato era quello messo a punto da CSVnet grazie al recente progetto “Lever Up”, finanziato nell’ambito del programma europeo Erasmus+ e finalizzato proprio a “Valorizzare l’apprendimento informale e le competenze trasversali acquisite nel volontariato per accrescere l’impiegabilità, la responsabilità sociale e la mobilità”. Un progetto che individua 15 competenze (dall’empatia alla flessibilità, dalla comunicazione alla leadership, dal lavorare in squadra al problem solving), le confronta con la complessità del contesto e le valuta su una scala a tre livelli: base, completa, effettiva.

Il modello era già stato sperimentato con successo dal Csv di Torino, che per Caserta ha messo a disposizione due delle sue esperte, mentre la commissione di validazione è stata istituita da CSVnet (in qualità di “ente esterno”). Nell’arco di oltre due mesi, i giovani operatori volontari, insieme ai loro tutor nelle associazioni, hanno scelto le competenze da validare, compilato i moduli di autovalutazione, raccolto e caricato in uno spazio condiviso le evidenze comprovanti le competenze raggiunte con i progetti di servizio civile. Il tutto è stato poi sottoposto alla commissione, che ai primi di febbraio ha consegnato 4 attestati di validazione per una sola e 13 attestati per due “competenze trasversali”. Tra quelle più ricorrenti, la capacità di lavorare in gruppo, di innovazione e creatività, l’empatia, l’orientamento al risultato, il pensiero digitale. Per gli altri 7 operatori restanti la validazione non è stata possibile per mancanza o incompletezza delle evidenze, anche a causa della pandemia da Covid 19.

A seguito delle sperimentazioni di Caserta e Torino, il modello di CSVnet è ora pronto per essere applicato a tutti i 180 progetti di servizio civile proposti dai Csv con il bando 2020, per i quali sono a disposizione oltre 2.400 posti.

 
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