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Toscana, cresce la voglia di impegnarsi nonostante la pandemia

Seconda edizione dell’indagine condotta dal Centro di servizio per il volontariato regionale e Sociometrica. Secondo 7 persone su 10 il volontariato è necessario, il 53 per cento è pronto ad impegnarsi per gli anziani in difficoltà. Per tre quarti del campione a causa dell’emergenza sanitaria cresce la solitudine 

di Clara Capponi

La pandemia con le sue restrizioni e il distanziamento sociale non ha fermato la voglia dei toscani di impegnarsi per gli altri: il 16 per cento della popolazione ha svolto regolarmente azioni di solidarietà e 7 persone su 10 ritengono che il volontariato sia necessario per aiutare chi ha bisogno.

È quanto emerge dalla seconda edizione dell’indagine demoscopica regionale “Opinione pubblica e volontariato in Toscana” condotta dal Cesvot, centro di servizio per il volontariato regionale, in collaborazione con Sociometrica.

La ricerca, presentata oggi con un evento online,  è stata eseguita su un campione rappresentativo della popolazione con età superiore ai 18 anni. Complessivamente sono state realizzate 800 interviste che dimostrano quanto il volontariato sia conosciuto dalla popolazione (97 per cento), soprattutto fra chi ha un alto livello d’istruzione.

L’87 per cento degli intervistati ha dato un giudizio molto positivo sul volontariato mentre il 79,9 per cento (soprattutto donne e giovani adulti tra i 30 e i 50 anni) pensa che i volontari siano “persone che fanno del bene agli altri e sono da ammirare”. Il 32 per cento del campione è inoltre disposto ad impegnarsi concretamente nel volontariato mentre il 42,7 per cento lo farebbe “occasionalmente”.

Dall’indagine emerge inoltre che, fra le categorie che hanno più bisogno dell’aiuto dei volontari, prevalgono gli anziani non autosufficienti (53,7 per cento), con un aumento di oltre il 4 per cento rispetto al 2020. La seconda categoria più indicata è quella dei poveri e indigenti (44,6 per cento) cresciuta di 12 punti rispetto allo scorso anno. Al terzo posto le persone disabili con il 35,5% e al quarto le donne vittime di violenza domestica.

L’indagine ha sondato anche il parere della popolazione toscana su alcuni aspetti del sistema sanitario. Quasi il 40 per cento degli intervistati preferirebbe un modello incentrato sui presidi territoriali rispetto ai grandi ospedali e una presenza più capillare sul territorio. L’86 per cento del campione ritiene inoltre che il terzo settore dovrebbe avere un ruolo fondamentale in attività come l’assistenza domiciliare (58 per cento), trasporto sanitario (30 per cento), consegna dei farmaci a domicilio (28 per cento), attività di supporto nelle maxi emergenze (quasi 19 per cento).

Rispetto all’attualità la ricerca ha indagato anche l’impatto dell’emergenza sanitaria sulla psiche collettiva. Due persone su tre (77 per cento), soprattutto tra i giovanissimi, ritiene di avvertire una crescita della solitudine.

Il 40,1% dichiara che è cresciuta più la diffidenza che la solidarietà (25,3%) e, ancora una volta, sono i più giovani a denunciare una crescita della diffidenza. Da segnalare anche l’impatto che ha avuto sulla popolazione la chiusura dei circoli ricreativi a causa del Covid: per il 79% delle persone questi luoghi di aggregazione svolgono un ruolo importante e/o fondamentale.

Per Federico Gelli, presidente di Cesvot, “i dati confermano che la società toscana è matura e altruista, che pratica solidarietà e accetta la sfida di occuparsi dell’interesse collettivo e di impegnarsi nel volontariato”. Valutazioni confermate da altri dati positivi, come la popolarità del Csv regionale conosciuto dal 53,3 per cento della popolazione toscana raggiunta dall’indagine.

“Non mancano, in questa indagine, aspetti che destano preoccupazione - sottolinea il presidente del Cesvot - per la prima volta si riscontra una crescita della diffidenza rispetto alla crescita della solidarietà e una crescente sensazione di solitudine. Soprattutto fra i giovani. Sono segnali di malessere, da non trascurare. I luoghi del volontariato possono essere per i ragazzi palestre di vita, di incontri e di relazioni.

 
Ottobre 2021
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