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La Toscana approva la nuova Legge regionale sul terzo settore

È la prima regione ad attuare la legge nazionale. Nasce la Consulta regionale per esprimere pareri e formulare proposte a Giunta e Consiglio. Basta gare d’appalto ma tavoli congiunti tra Ets e Pa. Gelli, Csv Toscana: questo permetterà di creare "un sistema all'avanguardia di stretta collaborazione tra pubblico e terzo settore" 

di Alessia Ciccotti

È quello della Toscana il primo Consiglio regionale ad approvare la nuova legge sul terzo settore. Si conclude dunque il percorso avviato a febbraio 2019 dalla Conferenza regionale del terzo settore per adeguare la legislazione toscana a quanto previsto dalla legge nazionale varata dal Governo Renzi.

Una delle principali novità del testo è che viene resa sistematica la collaborazione tra enti del terzo settore e pubbliche amministrazioni attraverso la co-programmazione e la co-progettazione di interventi ed azioni, in base al principio di sussidiarietà. Se in passato si ricorreva alle gare d’appalto per affidare la gestione di un servizio sociale, oggi invece la scelta dell’amministrazione a chi affidare il servizio in questione passerà per incontri collegiali a cui prenderanno parte tutte le realtà del terzo settore che si occupano di quella tematica.

La nuova norma istituisce la Consulta regionale del Terzo settore, una sede unitaria di rappresentanza delle diverse anime del non profit (Odv, Aps, cooperative sociale, fondazioni di origine bancaria, centro di servizio per il volontariato, Anci, Forum del Terzo settore, ecc.), con la funzione di esprimere pareri e formulare proposte per la Giunta e il Consiglio regionale, per assicurare una regia comune e sviluppare, così, adeguate politiche di sostegno e promozione del non profit.

È stata riconosciuta la lunga esperienza del Csv toscano sia nei confronti del volontariato locale che della stessa pubblica amministrazione. Dalla legge esce infatti rafforzata la capacità di costruire insieme alla regione attività di «supporto tecnico, formativo e informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari negli enti del Terzo settore».

Un’ulteriore novità riguarda, inoltre, la disciplina del volontariato individuale. Per la prima volta, la Toscana regolamenta e disciplina l’attività di volontariato svolta al di fuori di enti del Terzo settore in rapporto diretto con la pubblica amministrazione. L’obiettivo è riconoscere un fenomeno sempre più diffuso, ma all’interno di una cornice di regole che tutelino la spontaneità e l’autonomia dei volontari in misura maggiore rispetto al passato.

“É una notizia straordinaria, abbiamo anticipato il dibattito nazionale approvando una legge che permetterà alla nostra regione di attuare un sistema all'avanguardia di stretta collaborazione fra pubblico e terzo settore” commenta il presidente del Csv Federico Gelli.

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Agosto 2020
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