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Mohammad, da Teheran a Firenze: volontario con la passione per l’arte

Volontari inattesi / 5 In Italia da 32 anni, lavora in un albergo, ma esprime il suo interesse per la cultura partecipando alle attività di “Biblioteca per la pace”: dai podcast per raccontare i capolavori degli Uffizi agli incontri su film tratti dai libri. Con lo sguardo attento sull’Europa

di Clara Capponi

Mohammad Aletaha è un vulcano di idee. Partito da Teheran 32 anni fa, ha 57 anni e vive a Firenze insieme a sua moglie e alla loro figlia di 28 anni. Lavora in un albergo ma è nel volontariato che esprime sé stesso, la sua passione fortissima per l’arte e la cultura unita alla voglia di fare qualcosa per gli altri. “…Mi dà una bella sensazione che rimane dentro, e per me questo è molto importante”. La sua è una delle storie incontrate grazie a “Volontari inattesi”, la prima indagine sull’impegno solidale delle persone di origine immigrata in Italia.

Mohammad si è sempre impegnato per gli altri, anche in Iran “aiutavo gli analfabeti dei paesi più piccoli ad imparare a leggere e scrivere” racconta. Ma è a Firenze che realizza il sogno di fare “attività culturale” come la definisce lui. Tutto inizia nel 2012 quando entra a far parte dell’associazione “Biblioteca di pace”, che lo coinvolge in due insoliti progetti di inclusione realizzati in uno dei più importanti musei al mondo, le Gallerie degli Uffizi. “Sguardi dal mondo” e “Fabbriche di storie” partono dall’idea di creare percorsi di integrazione attraverso l’incontro fra diverse culture. Dodici cittadini immigrati, fra cui Mohammad, hanno raccontato altrettanti capolavori dell’arte custoditi negli Uffizi intrecciando il loro vissuto con la storia delle opere. “Ognuno di noi ha cercato di raccontare ciò che vede nel quadro, a partire dall’esperienza personale - spiega Mohammad; – io per esempio ho scelto un dipinto capace, a mio avviso, di coniugare la cultura occidentale con quella orientale”. Il risultato è un archivio di podcast disponibile online e utilizzabile come “guida” durante la visita al museo. Ma non solo: “Per i progetti agli Uffizi siamo stati seguiti da curatori competenti che ci hanno insegnato molto, - dice Mohammad. - Vorremmo mettere a frutto questa esperienza diventando guide del museo, a disposizione dei nostri connazionali ma anche di turisti e scuole”.

Mohammad Aletaha

L'aspetto interculturale di Biblioteca di pace arricchisce molto l'esperienza di volontariato di Mohammad. “Dentro l'associazione abbiamo volontari che provengono da paesi diversi come Egitto, Perù e Libia” racconta. Inoltre collaboriamo con diverse organizzazioni provenienti da Francia, Romania, Polonia, Irlanda, Olanda, portando avanti progetti in comune. Ci frequentiamo spesso, c’è armonia tra di noi”.

“Conoscere altre esperienze è molto importante, - continua Mohammad, - quello che impariamo all'estero cerchiamo di riproporlo in Italia facendo proposte al Comune e agli altri enti”. Secondo Mohammad infatti poter contare sul supporto delle istituzioni è uno degli elementi più importanti per la riuscita delle attività. “Ho notato che all’estero le istituzioni garantiscono aiuti maggiori, - dice, - come spazi da mettere a disposizione per le sedi delle associazioni e finanziamenti per i progetti innovativi. Per fare un esempio, quando andiamo in Romania, Olanda o in Francia per studiare le attività che realizzano nei musei, le associazioni che ci ospitano hanno a disposizione ingressi gratuiti; in Italia invece non abbiamo questa opportunità”.

Oltre a contare su aiuti concreti per Mohammad è molto importante promuovere le attività che si fanno: “Raccontare le esperienze che si fanno, quello che si impara, è il modo migliore per invogliare i nostri connazionali e i cittadini in generale ad impegnarsi nel volontariato”.
La Biblioteca di pace è impegnata anche in altri settori oltre a quello culturale: “Tra le nostre attività sosteniamo chi si occupa di assistenza domiciliare per anziani incoraggiandoli a prendersi cura dei beneficiari non solo con le faccende domestiche e forniamo aiuto psicologico alle famiglie”. Si tratta di iniziative che hanno permesso a Mohammad non solo di coltivare amicizie ma anche acquisire competenze come lo sviluppo e la gestione di progetti. L'ultima attività, ideata e gestita da lui, riguarda sempre l’amore per l'arte, in questo caso il cinema: “Collaboro con la biblioteca di Canova con cui ho organizzato proiezioni di film abbinati alle letture dei libri da cui sono stati tratti”.

(Intervista integrale realizzata da Sandra Gallerini, Csv Toscana. Redazione di Clara Capponi)

La ricerca Volontari inattesi - L’impegno sociale delle persone di origine immigrata, a cura di Maurizio Ambrosini e Deborah Erminio (Edizioni Erickson, pagg. 352), viene presentata on line il 22 giugno 2020. Leggi tutti gli aggiornamenti nel focus di CSVnet.

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