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“Occhi chiusi del governo sul terzo settore”. Vita regala il numero di maggio

Nel nuovo book il quadro della crisi del non profit causata dall’emergenza Coronavirus, ma anche le proposte concrete di osservatori ed esperti, tra cui Pessina, Granata, Manes, Smerilli e Magatti 

di Alessia Ciccotti

È “Aprite gli occhi” il titolo che campeggia sulla copertina del nuovo numero di Vita magazine, insieme alla sagoma senza volto del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. Il nuovo book, già in distribuzione gratuitamente online su www.vita.it, racconta la straordinaria mobilitazione di questi primi mesi degli operatori sociale, ma anche di come le misure economiche previste dal Governo finora abbiano di fatto ignorato il Terzo settore, in particolare quello associativo che sta soffrendo un impressionante calo delle donazioni a fronte di un boom di quelle destinate agli enti pubblici”.

Oltre ad offrire il quadro dell’attuale situazione provocata dall’emergenza Coronavirus, in questo numero Vita magazine mette “sul piatto del dibattito pubblico qualche proposta operativa, molto concreta”, grazie al contributo di tanti osservatori ed operatori. Tra loro citiamo: la vicepresidente di Fondazione Cariplo Paola Pessina, l’ex ministro Maria Chiara Carrozza, l’assessore al Welfare di Milano Gabriele Rabaiotti, il presidente di Fondazione Italia Sociale Enzo Manes, l’economista Alessandra Smerilli, il direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, il presidente di Confcooperative/Federsolidarietà Stefano Granata, la presidente della Social Impact Agenda per l’Italia Giovanna Melandri, i sociologi Giovanni Moro e Mauro Magatti, il presidente della fondazione per la Sussidierietà Giorgio Vittadini ed altri ancora.

“Nella fase 2 – si legge nell’articolo di lancio del numero – la rete delle oltre 350mila organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, imprese sociali, per complessivi 5 milioni e mezzo di volontari e 850mila, sarà decisiva per far fronte agli strascichi di una crisi si mangerà il 10% del prodotto interno lordo. I bisogni di prima si acuiscono e se ne aggiungeranno altri. Chi si occuperà del sostegno sociale di chi perderà il lavoro? – si legge ancora – Chi si farà carico del loro reinserimento sociale? Chi farà fronte all’inevitabile aumento della povertà materiale e di quella educativa? Già oggi il 77% delle famiglie fragili ha visto ridurre la propria disponibilità economica e il 63,9% ha ridotto l’acquisto di beni alimentari. La metà dei 2,2 milioni di minori in povertà relativa stimati dall’Istat, rischiano di scivolare nella povertà assoluta senza misure tempestive per le famiglie. A dircelo è un dossier di Save The Children. Chi organizzerà la rete di presidi socio-sanitari di base nei territori per prevenire nuovi contagi e nuovi focolai? E l’elenco potrebbe continuare a lungo”.

Leggi l’articolo di lancio qui e scarica gratuitamente la versione integrale del nuovo book qui.

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