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Nè eroi nè invasori: il 25 aprile dei migranti

Online “Non sono io” il video ideato da Cospe e Carta di Roma per celebrare la Festa della liberazione e dare voce alle persone che in questi giorni di emergenza continuano a lavorare, spesso in situazioni di rischio 

di Clara Capponi

Si chiamano Henry, Lela, Ajay, Marwa, Andi, Luisa, Yvan, Yiftalem, Mercy e Ana Lou e hanno origini peruviane, indiane, cinesi, etiopi, ecc. Sono loro i protagonisti di “Non sono io” il video realizzato dall’associazione Carta di Roma e Cospe onlus che dà voce e volto agli immigranti di prima o seconda generazione che in questi giorni di emergenza continuano a lavorare in prima linea e in situazioni a rischio, negli ospedali, nei supermercati, nei campi, nelle Rsa, nelle consegne a domicilio.

Ispirato nel testo a “Bella ciao” con la regia del giornalista Valerio Cataldi e musiche di Alaa Arsheed e Isaac De Martin, il video nasce dalla voglia di celebrare comunque la Festa della liberazione, anche se costretti a stare lontano dalle piazze - con un inno alla libertà dai pregiudizi e dalle discriminazioni “ricordando che tra coloro che oggi chiamiamo “eroi”, i lavoratori e le lavoratrici in prima linea, ci sono anche coloro che sono stati definiti “invasori” fino a non poco tempo fa – spiega Anna Meli di Cospe – augurando “che almeno questa retorica sia spazzata via dall’ emergenza che ci ha colpito.”

“Queste voci sono una rivendicazione di esistenza di persone ignorate fino a ieri, in gran parte sfruttate ancora oggi – aggiunge Valerio Cataldi che è anche presidente della Carta di Roma. “È proprio vero che questa crisi sta cambiando la prospettiva e che dobbiamo imparare ad essere liberi. Il 25 aprile è il giorno giusto per iniziare. Bella ciao è l’inno perfetto”.

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Settembre 2020
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