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Corpi europei di solidarietà: 5.000 volontari in attesa di indicazioni

Mentre la Commissione europea viene sollecitata a fare chiarezza su come risolvere le difficoltà dovute alle nuove restrizioni, c’è chi reagisce con creatività. Tra i 95 nuovi progetti italiani finanziati due sono condotti da Csv. Prossima scadenza, 7 maggio 

di Nicolò Triacca

“Abbiamo il dovere di assicurarci che coloro che si sono iscritti ai nostri programmi ricevano l'aiuto e il supporto di cui hanno bisogno. La classe del 2020 ha bisogno di noi”. Così ha scritto Sabine Verheyen (PPE, DE), presidente della commissione Cultura ed educazione al Parlamento Europeo, in una lettera indirizzata alla Commissaria Mariya Gabriel, responsabile del programma Erasmus+ e Corpo europeo di solidarietà (Esc). Nel testo si chiede di fare al più presto chiarezza sugli strumenti e le possibilità per i 165 mila studenti beneficiari di borse Erasmus e i 5 mila volontari del Esc attualmente attivi in Europa, e come tutti alle prese con l’emergenza Coronavirus.

Le direttive fornite dalla Commissione, infatti, sono ancora insufficienti per rispondere alla complessità delle situazioni sorte nei territori. Ieri alcuni grandi network europei della società civile si sono confrontati in un meeting online per condividere le difficoltà e le soluzioni adottate nella gestione dei progetti del Corpo europeo di solidarietà attualmente in corso. All’incontro, organizzato dal Centro europeo del volontariato, hanno partecipato più di 20 rappresentanti di associazioni e l’europarlamentare Irena Joveva Cochair del Gruppo di interesse sul volontariato, che si è impegnata a portare nelle commissioni competenti le esperienze e le problematiche emerse.

In Italia alcune indicazioni sono state fornite dall’Agenzia nazionale giovani, che sta interagendo con i beneficiari dei progetti e ha pubblicato all’inizio dell’emergenza un’informativa con linee guida anche per gli Esc riguardanti gli aspetti economici e le possibilità di proroga.

Su come “riconvertire” i progetti alla luce delle nuove restrizioni occorre dunque affidarsi per ora alla creatività, come stanno evidenziando diverse risposte messe in atto sui territori. Ad esempio il Csv Insubria (Como e Varese) ha reagito all’emergenza con due iniziative di accoglienza alternativa. Con i tandem linguistici viene offerta alla cittadinanza l’occasione di praticare una lingua straniera gratuitamente facendo conversazione con una persona madrelingua. Al progetto partecipano 5 volontari di Como e Varese e una volontaria del Csv Lombardia sud. Il numero delle lingue racconta già la ricchezza dell’iniziativa, sono infatti 6 gli idiomi disponibili: francese, inglese, tedesco, polacco, greco e spagnolo. Inoltre i volontari stanno preparando delle schede in italiano sul proprio paese in cui raccolgono informazioni e particolarità, dalla moneta in uso alla geografia, ma anche cucina, film, musica e le frasi più utili nella lingua locale. Le iniziative stanno avendo grande successo sia tra i volontari che tra la popolazione coinvolta.

Il programma intanto non si ferma: sono in arrivo le prossime scadenze, già spostate dal 30 aprile al 7 maggio, e sono stati pubblicati da poco gli esiti delle candidature presentante alla scadenza del 11 febbraio. Dei 167 i progetti ricevuti dall’Agenzia sono 95 quelli approvati e finanziati, impegnando la somma complessiva di 2.153.762 euro, divisi tra 53 progetti di volontariato, 40 progetti di solidarietà e 2 progetti di tirocinio e lavoro. Tra i 95 progetti finanziati compaiono “Keep Calm and Go Volunteering” e Happiness is...helping others! collegati al Csv di Belluno e il progetto “N.E.O.N. – Not Excluded from Our Neighborhood” che verrà realizzato da un gruppo di giovani in collaborazione con il Csv di Torino.

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