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Coronavirus, le nuove reti tra enti pubblici, Csv e terzo settore

Continua il viaggio nei comuni che hanno stretto alleanze con le associazioni del territorio e i centri di servizio. Ecco quanto sta accadendo a Torino, Piacenza, Terni e Taranto 

di Clara Capponi

Prosegue il viaggio di CSVnet per raccontare come in diverse città le risposte più efficaci per contenere l’epidemia del Coronavirus stiano passando attraverso coordinamenti strutturati tra gli enti locali, le organizzazione del terzo settore e i centri di servizio per il volontariato. Dopo il racconto di quello che sta avvenendo a Padova, Bologna, Vicenza e l’approfondimento sulle città meridionali di Napoli Catanzaro e Crotone, ripartiamo dal nord.

A Torino è emersa fin da subito, secondo quanto riportato dal Csv locale, la necessità di un coordinamento per sostenere la fascia più fragile della popolazione. Dopo aver partecipato a una cabina di regia lo scorso 9 marzo, è stata messa in piedi una rete di base per la distribuzione dei beni alimentari e di prima necessità. 13 sono i punti di snodo attivati per il rifornimento, stoccaggio dei prodotti, che vengono distribuiti direttamente alle famiglie o alle associazioni impegnate in questo tipo di servizio. Tra le tante realtà coinvolte non ci sono solo associazioni ma anche case di quartiere, cooperative, arcidiocesi, l’Arsenale della pace (Sermig), Banco alimentare e farmaceutico.

 

La mappa dei 13 snodi attivi a Torino
La mappa dei 13 "snodi" attivi a Torino

 

Il Csv è inoltre operativo, sempre in collaborazione con il comune e la protezione civile del Centro operativo comunale (Coc), per la raccolta di adesioni dei volontari potenziali che vengono poi assegnati alle organizzazioni impegnate nell’emergenza. A livello regionale infine tutti i centri di servizio per il volontariato piemontesi sono collegati con la regione a cui trasmettono aggiornamenti costanti sulle attività delle associazioni che offrono supporto psicologico per le persone in difficoltà.

A Piacenza la rete della solidarietà messa in piedi dall’azienda Usl in collaborazione con la sede territoriale del Csv Emilia e Croce rossa locale riguarda principalmente la consegna a domicilio dei farmaci. Per venire incontro alle famiglie in isolamento o per i pazienti anziani e i malati cronici, il servizio prevede il ritiro dei farmaci in ospedale e la consegna a casa grazie all’aiuto dei volontari che recapitano i pacchetti nei diversi comuni del territorio.

Anche in Umbria da pochi giorni è attiva una collaborazione tra comune di Terni e Csv regionale al fine di coordinare gli interventi di sostegno nella fase dell'emergenza e post emergenza in raccordo con le associazioni. Una sinergia che, attraverso il Centro di servizio, coinvolgerà più di 500 associazioni che operano nel territorio della provincia. Il protocollo prevede inoltre l’attivazione di un conto corrente unico in cui confluiranno le varie raccolte fondi organizzate sul territorio e che sarà gestito sempre grazie alla sinergia fra comune e Csv. Tra le attività che saranno finanziate interventi per i senza fissa dimora, sostegno agli anziani e persone in difficoltà, famiglie in condizione di disagio economico e sociale.

In queste settimane i centri di servizio sono stati impegnati anche nel dare indicazioni ai volontari circa le misure di sicurezza che bisogna adottare per fare volontariato (abbiamo approfondito il tema qui).

Tra i vari esempi c’è quello di Taranto dove il comune, con una delibera dello scorso 27 marzo, ha adottato delle specifiche linee guida, elaborate dall’assessorato in collaborazione con il Csv del territorio, che si sta occupando anche di raccogliere le richieste di tanti cittadini che, pur non appartenendo ad un’organizzazione, vogliono dare il proprio contributo.

 

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