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Coronavirus, cresce la collaborazione fra Csv, associazioni e comuni

Si moltiplicano in diverse città i coordinamenti strutturati fra i diversi soggetti per fornire aiuto alle persone più fragili a causa dell’emergenza. Dopo Padova, Bologna e Vicenza, ecco le esperienze di Napoli, Catanzaro e Crotone 

di Clara Capponi

 

Oltre a innumerevoli esempi di volontariato, spesso creativi ma in ordine sparso o isolati, la risposta strutturata ai bisogni crescenti delle comunità locali si deve sempre più a progetti nati da collaborazioni formalizzate tra amministrazioni pubbliche, centri di servizio e organizzazioni di terzo settore.

Sta accadendo per esempio a Napoli con #InsiemeMaiSoli l’iniziativa avviata dal comune insieme al Csv locale e le associazioni per distribuire farmaci e beni alimentari di prima necessità a persone sole o anziane, con disabilità e in generale a famiglie in stato di bisogno. Per usufruire del servizio basta chiamare il numero 081 7955555. Alla consegna a domicilio pensano le 10 agenzie di Cittadinanza, il presidio di volontariato avviato già da 3 anni dal Csv sempre in collaborazione con il comune. Presenti in ogni municipio sono gestite da reti di organizzazioni di volontariato e terzo settore e oggi più che mai garantiscono forme di aiuto leggero alle fasce sociali a rischio non solo attraverso la distribuzione dei beni ma anche con supporto telefonico e a distanza tramite Skype e Youtube.

 

Uno dei volontari attivi a Napoli
Uno dei volontari attivi a Napoli grazie alle agenzie di cittadinanza

Altra esperienza è quella di Catanzaro, dove grazie alla collaborazione con il Csv locale, il comune ha pubblicato sul proprio sito web il modello di autocertificazione per avere i buoni spesa gratuiti da utilizzare negli esercizi commerciali cittadini che aderiranno all’iniziativa. I cittadini hanno tempo fino al 7 aprile per presentare le domande che potranno essere consegnate anche alla sede del Csv, alle parrocchie e alle associazioni di categoria.

 

A Crotone invece l’amministrazione locale e il Csv hanno messo insieme circa 40 organizzazioni già operative sul territorio per far fronte all’epidemia con i loro servizi. Più di 100 volontari stanno già operando in città in tutta sicurezza non solo per la distribuzione dei pasti ma anche per il trasporto delle persone disabili e supporto a distanza. L’esigenza di un coordinamento era già stata sollevata con una lettera inviata alla presidente della regione Santelli dallo stesso Csv insieme a numerose organizzazioni della provincia.

Questo articolo fa parte di una serie: leggere altre esperienze simili in corso a Padova, Bologna, Vicenza.

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Ottobre 2020
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