Lotta alla povertà e allo spreco alimentare: a Ravenna si lavora insieme

Enti locali, Csv e associazioni hanno costituito la Rete provinciale della solidarietà per individuare i volti dei nuovi poveri e dargli risposte concrete ed efficaci. Già svolto un laboratorio formativo per il terzo settore; in programma fino al 30 novembre la rassegna di eventi Nutrire Ravenna 

di Alessia Ciccotti

È stata chiamata “Rete provinciale della solidarietà”; è nata a Ravenna, grazie alla collaborazione tra 21 organizzazioni di volontariato, il Comune di Ravenna, l’Unione della Romagna Faentina, l’Unione dei comuni della Bassa Romagna e Per gli altri, il centro di servizio per il volontariato provinciale. Sta lavorando per analizzare i nuovi tratti che la povertà sta assumendo sul territorio e aumentare la consapevolezza sullo spreco e sul diritto al cibo, al fine di elaborare risposte concrete ed efficaci ai nuovi bisogni della popolazione. La Rete è un luogo di incontro tra i vari soggetti che si trovano in prima fila sul territorio nel contrasto alla povertà e nella promozione del diritto al cibo, costituito per conoscere e confrontare le buone prassi già esistenti a Ravenna, con l’obiettivo di diffonderle, mettendole a sistema.

Il 12 ottobre, con un incontro dal titolo "Lotta alla povertà e spreco alimentare come occasione di sviluppo” i promotori della Rete hanno inaugurato la rassegna “Nutrire Ravenna 2019”: 6 iniziative in programma in provincia tra ottobre e novembre per fare il punto del lavoro svolto ma anche puntare l’attenzione sulle varie sfaccettature della povertà oggi. Durante la giornata si è parlato dei mezzi e delle misure a disposizione del terzo settore e degli enti pubblici, per orientarli verso interventi più strutturati e consistenti di contrasto alla povertà e allo spreco nella filiera alimentare, ma anche dell’esperienza già maturata nel territorio ravennate in questa direzione. Dei percorsi da proseguire, in sinergia con l’amministrazione e i servizi pubblici locali, consapevoli che lavorando in rete si ottengono risultati migliori.

L’evento è stato anche l’occasione per tirare le somme di uno dei primi esiti del lavoro della Rete, vale a dire il percorso di formazione laboratoriale “Lotta alla povertà – Ripensiamola assieme – Idee e soluzioni al servizio della comunità”, condotto tra aprile e maggio 2019. Il percorso, rivolto ai rappresentanti del terzo settore provinciale, ha visto la realizzazione di 4 laboratori formativi in 4 comuni della provincia: Ravenna, Lugo, Faenza e Cervia. Durante gli incontri le associazioni partecipanti hanno tratteggiato un quadro locale della povertà e delle attività e le realtà di contrasto già presenti sui territori, riguardanti principalmente: la riduzione del danno, la fornitura di beni di prima necessità, il lavoro e l’accoglienza abitativa. Oltre a questo i laboratori hanno permesso di “disegnare” il volto della povertà che, secondo quanto emerso, oggi ha spesso i tratti dei migranti, delle donne vittime di violenza, delle persone con dipendenze, dei lavoratori poveri e dei disoccupati, di famiglie fragili. I partecipanti al dibattito hanno inoltre individuato le cause delle situazioni di disagio nella crisi economica e nell’insufficienza delle politiche e degli ammortizzatori sociali.

Anche dal confronto avuto durante i lavoratori, è emersa dalle associazioni l’urgenza di creare dei percorsi sempre più individuali e di lungo periodo, che prescindano dalla stretta logica emergenziale e valorizzino le risorse e le potenzialità delle persone, per attivare percorsi di autonomia in grado di farli uscire dalle situazioni di povertà. Il gruppo ha poi stilato una sorta di decalogo di buone prassi, distinguendo quelle più attinenti la relazione individuale da quelle che interessano maggiormente l’approccio organizzativo. Le prime sono: l’ascolto e il coinvolgimento della persona, la presenza costante - anche dopo il primo intervento, la costruzione della fiducia e l’avvio di un progetto condiviso con la persona e non “calato dall’alto”. Per essere valido l’approccio dell’associazione dovrebbe invece: cercare di individuare anche le persone che non si rivolgono in prima persona al servizio, fornire informazioni e fare orientamento sulle opportunità di aiuto e sostegno, fornire opportunità concrete come tirocini o lavori socialmente utili, compartecipare alla definizione del progetto individuale con i professionisti del servizio, partecipare, infine, ai tavoli di co-progettazione territoriali.

Ora l’appuntamento è il 23 novembre alla fondazione Nuovo villaggio del fanciullo, con un altro incontro della rassegna “Nutrire Ravenna 2019”, dal titolo "Indovina chi viene a pranzo. Esperienze e progetti di mense, cucine e cibo contro la povertà alimentare”. La manifestazione prevede anche la mostra di documenti storici per il contrasto alla povertà alimentare "I buoni del pane, il pane dei buoni" che sarà esposta fino al 30 novembre in via Berlinguer, 11 ed in forma itinerante nei luoghi degli eventi in cartellone.

 
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