“Basta poco”: la prevenzione del tumore al seno diventa un rap

Molti artisti hanno raccolto la sfida di mettere in musica il messaggio proposto dall’Andos di Rovigo. Cinque i brani premiati: Giovi, il vincitore, ha 16 anni ed è già un veterano del genere: “Mi sono ispirato a mia nonna” 

di Francesco Casoni

La sfida era di riuscire a parlare di prevenzione con un brano rap. L’hanno vinta cinque canzoni, selezionate dall’Associazione nazionale donne operate al seno per il flash mob che lo scorso 28 settembre ha aperto a Rovigo l’Ottobre Rosa, il mese della prevenzione del tumore al seno. Del ricco calendario di iniziative, messe in campo anche con il supporto del Csv di Rovigo, la novità era appunto il primo concorso “Prevenzione rap”, ideato dall’Andos per invitare i giovani a proporre un testo o un brano musicale capace di parlare di prevenzione e di lotta alla malattia. Un tema che ha saputo stuzzicare la creatività di molti artisti, non solo locali.

Un momento del flash mob organizzato dall'Andos
Un momento del flash mob organizzato dall'Andos

A ottenere il primo premio è stato il più giovane di tutti: il rodigino Giovi, alias di Giovanni Guarnieri, ha appena 16 anni, ma può già vantare un notevole curriculum di esibizioni e progetti musicali, segnato anche da una visibile attenzione all’impegno sociale. Nel luglio scorso ha vinto il premio Web Social del concorso “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, con il brano “Quello che io non so”, assieme alla Massimo Francescon Band. Di recente ha partecipato alla maratona musicale di gruppi locali a sostegno della Lega italiana lotta ai tumori di Rovigo con la sua band Bamboo. Ora, con il brano “Basta poco”, contribuisce a raccontare il tumore al seno dal punto di vista di un giovanissimo, partendo da una vicenda personale: “Ho perso mia nonna, la persona a cui volevo più bene, – racconta. – Il dolore di questa perdita mi ha cambiato. Qui però ho voluto raccontare la storia di una ragazza che scopre di essere ammalata, senza scendere nel pietismo, per dire invece che il male si può superare con la forza d’animo, la volontà e grazie ad amici e parenti accanto”.

Chi conosceva già l’Andos e le sue attività è Cristina, musicista, che al concorso ha portato la propria voce, accompagnata dalle note della sua chitarra, nel brano “La speranza”. Decisamente lontani geograficamente, invece, Sara e Simone, autori di “Il cuore così”. Entrambi di Bolzano, lui ha 28 anni e viene dal rock e dal musical, lei, 22 anni, dal pop. “E’ stata una prova per entrambi”, racconta Sara. Anche per lei l’idea del testo è nata da un’esperienza vissuta in famiglia: “Volevamo raccontare una storia di cui una persona potesse dire: sì, è vero, anche a me è successo così”.

 

Sara e Simone, autori di
Da sinistra Simone e Sara, autori del brano "il cuore così"

 

“Credo” è il nome d’arte di Edoardo, 19 enne della provincia di Rovigo. E il suo nome racconta anche un modo di guardare al mondo. Rapper già da quattro anni, crea le prime canzoni su un letto di ospedale. A 16 anni ha vissuto la malattia non solo sulla propria pelle: mentre si sottoponeva alle cure per vincere un tumore, infatti, si è ammalata anche la mamma. E in questa battaglia, la sofferenza si è trasformata in parole e musica. La sua canzone si intitola semplicemente “Prevenzione”.

“Credo” è il nome d’arte di Edoardo, 19 enne della provincia di Rovigo
“Credo” è il nome d’arte di Edoardo, 19 enne della provincia di Rovigo che ha realizzato il brano dal titolo "Prevenzione"

 

Chi non appartiene certo alla categoria dei giovani esordienti è il duo formato da Romeo Cattaneo e Daniele Moro, che al concorso hanno portato la canzone “Sono sana”. Entrambi hanno alle spalle un'esperienza di lungo corso, dal rock negli anni Settanta fino al rap. “Abbiamo messo al centro della canzone una donna – spiega Moro, – per parlare non solo della malattia, ma della donna e del potere che essa può avere”.

Anche in provincia di Rovigo quello al seno è il più diffuso tra i tumori e colpisce il 15% dei 1.700 malati registrati ogni anno. In questo contesto è fondamentale l’opera di informazione e prevenzione, che consente di diffondere stili di vita corretti, arrivare a diagnosi più tempestive e ridurre la mortalità. “Ma abbiamo capito che bisogna parlare ad un pubblico sempre più ampio, – spiega la presidente dell’associazione, Anna Maria Cavallari Monesi. – Cerchiamo di farlo portando nel nostro Ottobre rosa anche ciò che è legato alla bellezza, come l’arte e la musica”. Per chiedere informazioni o i file degli altri quattro brani premiati: news@csvrovigo.it.