Generazione Greta, non chiamateli ambientalisti. Il nuovo numero di Vita

L'inchiesta sulla giovane svedese che sta coinvolgendo le nuove generazioni sull'emergenza climatica e ambientale apre questo mese il magazine. Attenzione puntata sulle sfide che la questione ambientale può porre al non profit. 
Leggi anche l'editoriale firmato da Stefano Zamagni "Terzo settore, innovare non significa fare meglio"
 

di Alessia Ciccotti

Fonte: Vita.it

Chi sono, cosa studiano e cosa leggono, come si organizzano le migliaia di ragazzi che anche in Italia hanno seguito l’esempio di Greta Thunberg? Parte da qui l’inchiesta che mostra il volto dell’attivismo oggi: giovane, orizzontale e connesso che apre il book del nuovo numero di Vita in distribuzione dal 4 ottobre. Il magazine ripercorre le tappe fondamentali del percorso che ha portato la sedicenne svedese a parlare davanti ai più grandi leader del mondo.

Il 20 agosto 2018 Greta uscì dalla sua scuola per manifestare da sola fuori al parlamento di Stoccolma. Rimase lì seduta, durante le ore scolastiche, fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018. Cinque mesi dopo è intervenuta con un discorso al Forum economico mondiale di Davos. Fino ad arrivare ad organizzare, il 15 marzo 2019, il primo sciopero mondiale per il futuro, al quale hanno partecipato studenti di 1.700 città in oltre cento Paesi del mondo. In Italia questa iniziativa ha fatto scendere in piazza 530mila persone, giovani e meno giovani. Nel nostro paese oggi si contano già 137 gruppi locali per i Fridays for future. Un movimento che sta investendo tutti sempre di più. Una questione ambientale che sta ponendo sfide e interrogativi anche al non profit. 

Il nuovo numero di Vita propone un'analisi a tutto campo di questo fenomeno e delle prospettive che possono delinearsi per il terzo settore.

Leggi l'articolo completo qui.

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