Nella “casa” delle associazioni le attività non si fermano mai

A Rimini il Comune ha affidato “chiavi in mano” uno spazio di 1.500 mq al Csv provinciale perché diventasse un punto di riferimento per il territorio: oggi accoglie 50 associazioni in pianta stabile ma sono molte di più quelle che ne beneficiano a rotazione 

di Alessia Ciccotti

Rimini, via Covignano 238: qui un tempo aveva sede un seminario vescovile; oggi i primi tre piani ospitano gli alunni e gli insegnanti di una scuola media tra le più frequentate di Rimini, mentre al quarto ci sono 1.450 metri quadri di spazio a disposizione del volontariato e del terzo settore.

Dal 2015 infatti il Comune ha destinato questa parte dell’edificio alla Casa delle associazioni “Giannetto Bracconi”, assegnandone ciclicamente gli spazi alle realtà associative che animano e si prendono cura del tessuto sociale della città. Nel 2018 poi l’amministrazione comunale ha affidato la gestione della casa al centro di servizio Volontarimini, stipulando una convenzione di 10 anni. Attualmente sono 50 le organizzazioni che hanno sede legale presso la casa di via Covignano, ma sono molte di più quelle che, alternativamente, possono usufruirne in vario modo.

Come spiega il direttore del Csv Maurizio Maggioni la giornata della casa è scandita “in alcuni casi da appuntamenti fissi, in altri da iniziative e attività occasionali e per le quali si gestisce un calendario specifico, cercando di soddisfare le esigenze di tutti: quasi sempre ci si riesce”.

La casa rappresenta un vero e proprio riconoscimento del Comune di Rimini al mondo del volontariato e del non profit locale. A differenza di altre realtà in cui gli spazi e le strutture vengono faticosamente ottenuti e richiedono importanti interventi di ristrutturazione prima di potervi entrare, “noi abbiamo ottenuto la casa ‘chiavi in mano’, - racconta Maggioni: - quando ci siamo trasferiti non è stato necessario fare alcun tipo di intervento”. L’amministrazione comunale aveva già pensato a tutto, consegnando locali perfettamente funzionali e pronti per essere “abitati”. Anche la gestione delle utenze e la manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del Comune. L’unica richiesta fatta al Csv alla consegna dei locali è stata quella di sfruttarli nel migliore dei modi, affinché fossero un reale beneficio per il volontariato.

Da quando Volontarimini si è trasferito nella casa di via Covignano ha pubblicato tre bandi rivolti ad enti di terzo settore per “venire ad abitare presso la casa”. Le attività di cui si occupano le associazioni presenti sono molto eterogenee e vanno dalla protezione civile, alla sanità; numerosi anche i gruppi di auto aiuto e le organizzazioni socio-assistenziali. La vita della casa è animata da tante iniziative promosse anche da soggetti esterni, tra cui un doposcuola per bambini sordi, corsi di lingua dei segni o attività per persone non vedenti. Si tengono poi i corsi di formazioni per i volontari, conferenze tematiche, tavoli co-progettuali. Spesso la casa è sede di incontri rivolti ai ragazzi delle scuole e accoglie anche giovani da ogni parte d’Europa in Erasmus.

“Ormai – racconta ancora il direttore – la casa è diventata un punto di riferimento per la comunità, dove è possibile rivolgersi per tantissime esigenze diverse. Molti ragazzi, come quelli che vogliono fare il servizio civile ad esempio, vengono qui anche solo per attivare lo Spid, perché sanno che ci sono delle postazioni pc e possono chiedere informazioni; altri vengono a studiare nella sala lettura o a fare ricerche sfruttando la connessione wi-fi”.

All’interno della casa vige un regolamento in base al quale le associazioni ospitate si riuniscono in assemblea almeno una volta all’anno ed eleggono un comitato di gestione che si occupa dei rapporti e degli aspetti politici in collaborazione con il Csv, il quale cura tutte le questioni organizzative.

Anche se la struttura è sostenuta economicamente dal Comune, vengono organizzate periodicamente iniziative di autofinanziamento (l’ultima il 7 settembre) allo scopo di alimentare un fondo per eventuali emergenze ma anche per realizzare attività che possano rendere un ulteriore servizio agli “inquilini”.

Questa è una delle tante storie raccolte nel portale che CSVnet ha dedicato alle iniziative di cura e valorizzazione di beni comuni che vedono coinvolto il sistema dei centri di servizio per il volontariato, in tutta Italia. Scoprile qui.

 
Novembre 2019
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