Servizio civile, crescono impegno e volontari

Presentato a Roma il rapporto annuale della Cnesc: oltre 16 mila le sedi di attuazione accreditate, la maggior parte in Toscana. Dei progetti presentati il 59,5% è nel settore dell’assistenza;  gli enti associati alla Conferenza hanno partecipato con il 76% dei posti totali messi a bando 

di Francesco Spagnolo

Fonte: Redattore Sociale 

Crescono l’impegno e i volontari della Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), la principale associazione di enti di servizio civile in Italia, che oggi ha illustrato a Roma il suo XVIII rapporto annuale. Riferito ai dati dei progetti presentati nel 2017 e attuati nel 2018, il rapporto rende conto innanzitutto della dimensione numerica degli enti aderenti alla Cnesc, tra i quali due, Arci servizio civile e Focsiv, sono anche tra i primi che a dicembre 2018 risultano accreditati al servizio civile universale.

Secondo i dati resi noti, alla fine dello scorso anno erano 16.455 le sedi di attuazione accreditate, di cui 1.177 all’estero, in leggero calo rispetto alle 17.573 del 2017, delle quali 1.275 all’estero. Nello specifico le 15.278 sedi Cnesc accreditate in Italia rappresentano il 28,41% delle complessive 53.777 accreditate all’albo nazionale e agli albi regionali al 31 dicembre 2018, ultimo dato disponibile per la rilevazione. Le 1.177 sedi all’estero formano il 59,69% del totale nazionale (1.972). Il maggior numero di sedi accreditate degli enti Cnesc è in Toscana (1.747) mentre il più basso è in Valle d’Aosta con 66.

Rispetto alla natura delle sedi il rapporto sottolinea come “emerga con chiarezza la varia strutturazione interna sia in relazione alla componente di soggetti senza scopo di lucro (la quasi totalità è legata da rapporti sociali o è diretta emanazione dell’ente accreditato) che a quella con gli enti pubblici. Infatti, in Italia sono solo 39 i soggetti di pubblica amministrazione associati, mentre sono 1.047 - su 15.278 - quelli legati da accordo di partenariato. In sintesi, la natura di soggetti senza scopo di lucro è largamente predominante: più del 90% delle sedi accreditate fanno riferimento a soggetti senza scopo di lucro. Per l’estero, nessuna delle 1.177 sedi accreditate fa riferimento a soggetti di pubblica amministrazione”.

23 enti Cnesc presi in esame in questo Rapporto hanno visto aumentare i progetti presentati per l’anno 2017, passati da 1.308 a 1.469. Di quest’ultimi, dopo gli esiti della graduatoria dell’Albo nazionale, costruita in base alle risorse finanziarie disponibili per il bando giovani, 1.421 progetti sono stati valutati positivamente e 1.380 sono stati quelli realizzati, in aumento rispetto ai 1.202 dell’anno precedente.

Dei progetti presentati – si legge nel rapporto – “il 59,5% è nel settore dell’assistenza (821), il 32,5% nei settori dell’educazione e promozione culturale e del Patrimonio artistico e culturale, il 2,9% nei settori dell’Ambiente e della Protezione Civile e il settore Estero si colloca invece al 5,1%. E’ interessante sottolineare come, sia in Italia che nel settore dell’Estero, più dell’88% dei progetti depositati sia andato a bando. La regione con la maggiore percentuale di progetti è la Sicilia con l’11,1% (ed anche col maggior valore assoluto: 181), seguita dalla Toscana con il 9,9%”.

Per quanto riguarda i posti disponibili per i giovani, gli enti Cnesc hanno partecipato al bando volontari del 2017 proponendone 17.838 (erano 15.440 l’anno prima), di cui 668 all’estero (632 nel 2016). “Il bando del Dipartimento – ricorda il Rapporto - era per 47.529 posti in totale, di cui 26.855 per enti iscritti all’albo nazionale, suddivisi in 26.006 posti per progetti Italia e 849 per progetti estero. In riferimento quindi all’Albo Nazionale gli enti associati alla Cnesc hanno partecipato con il 76,1% del totale dei posti per i progetti Italia messi a bando e il 78,7% di quelli messi a bando per l’estero”. Per questi posti la Cnesc ha ricevuto 30.466 domande (erano 34.885 nel 2016) ed avviato al servizio 13.731 giovani, in leggero aumento rispetto ai 13.023 dell’anno prima, pari al 77% dei posti disponibili, suddivisi in 13.211 giovani nei progetti Italia (96,2% dei posti a bando) e 520 per progetti estero, pari al 77,8% dei posti a bando.

Questi numeri hanno portato a un aumento delle ore di servizio svolte dai giovani volontari nell’anno, passate da 18.534.360 a 19.357.920, e conseguentemente ad un maggiore impegno degli enti in termini di risorse umane ed economiche.

Infatti, alle spese sostenute dagli enti a livello di ufficio servizio civile o di analoga struttura dedicata, pari a 4.131.909,08 euro e riguardanti 177 persone a contratto e 796 che hanno svolto la funzione loro affidata, vanno aggiunti 3.876.917,92 euro di costi per il funzionamento delle strutture richiesto dalla normativa e per l’attività formativa e promozionale. “Ma l’impegno di risorse umane e finanziarie – spiega la Cnesc - non si esaurisce a livello centrale. Anzi, il vero livello di impegno è quello locale, di sede di attuazione dei progetti messi a bando, ove si attuano le azioni di selezione, accoglienza e inserimento dei giovani, di formazione specifica e, a seconda dell’organizzazione interna dell’ente, anche parte della progettazione, formazione generale e monitoraggio. Nello specifico sono state 1.228 le persone retribuite e ben 7.621 quelle impegnate a titolo gratuito”. Le risorse investite a livello monetario ammontano in questo caso a 9.321.994,00 euro mentre quelle a titolo di valorizzazione del lavoro gratuito sono pari a 78.530.920,00 euro, per un totale di 87.852.914,00 euro, rispetto ai 68.702.191,05 euro del 2017, con un incremento del 27,9%.

“In conclusione – spiega il rapporto -, a fronte di uno stanziamento statale di 83.466.300,00 euro per gli assegni mensili e assicurazione dei giovani avviati al servizio presso gli enti Cnesc (a cui va sommato il rimborso forfettario per la formazione generale), quest’ultimi hanno investito complessivamente 95.861.741,00 euro (erano 76.418.512,00 l’anno precedente)”, con un incremento del 25,4%. Rispetto al 2017 sono infine cresciute anche le ispezioni avute dagli enti Cnesc, passate da 225 a 327, e le iniziative di promozione legate salite da 1.531 a 1.761.

Il tema delle risorse - in particolare la necessità di una stabilizzazione dei fondi - è stato uno dei punti centrali dell'accordo siglato lo scorso febbraio fra la Cnesc e CSVnet - insieme alla necessità di una programmazione triennale e a una serie di azioni per potenziare i valori e il ruolo dell’istituto rafforzato dalla recente riforma

Alla Cnesc aderiscono: Acli, Aism, Anpas, Anspi, Arci Servizio Civile, Associaz. Comunità Papa Giovanni XXIII, Avis nazionale, Caritas Italiana, Cesc Project, Cnca, Commissione sinodale per la diaconia, Confederazione Nazionale Misericordie d'Italia, Cong. P.S.D.P. Ist. don Calabria, Federazione SCS/CNOS Salesiani per il sociale, Federsolidarietà/CCI, Focsiv, Inac, Legacoop, MCL - Movimento Cristiano Lavoratori, Shalom, Telefono Azzurro, Uildm, Unitalsi, Unicef, Unpli, Vides Italia. Risultano come osservatori: Cesc e Movimento Nonviolento. 

Sullo stesso tema

 
Agosto 2019
L M M G V S D
4
12 13

Social wall CSV

Torna su