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Riforma terzo settore: sempre più forte l’unione tra commercialisti e Csv

A un anno dall’intesa nazionale tra CSVnet e Cndcec 31 centri di servizio hanno già attivato protocolli con gli ordini locali e avviato consulenze e iniziative di formazione alle associazioni per gli adempimenti previsti dal Codice. E altri 4 sono in procinto di farlo 

di Alessia Ciccotti

 Aggiornato al 20/09/2021

È positivo il bilancio a 3 anni dalla firma dell’accordo nazionale tra CSVnet e il Consiglio nazionale dottori commercialisti e degli esperti contabili. I patti locali stipulati sono ad oggi 31 e in altri 4 casi si attende la firma a breve. Si è insomma aperta la strada alla piena collaborazione tra gli Ordini territoriali dei commercialisti ed i Centri di servizio per il volontariato, per fornire servizi di formazione e consulenza sempre più qualificata agli enti del terzo settore (Ets) alle prese con gli adempimenti previsti dalla riforma. Quest'ultima, infatti, necessita di un approccio multidisciplinare, con la compresenza di competenze e professionalità diverse. È quanto si sta sperimentando con l'intesa raggiunta, che ha stimolato sui territori un nuovo modello relazionale tra Csv e commercialisti.

Da nord a sud, ecco tutti i Centri di servizio che hanno già formalizzato le intese locali.

In Valle d’Aosta, il Csv regionale ha siglato il protocollo nel mese di novembre 2018, aggiungendo un importante tassello alla sua attività proprio a ridosso del ventennale della propria costituzione.

In Lombardia, per le associazioni che aderiscono al Csv di Monza-Lecco-Sondrio il supporto dei professionisti contabili sul tema della riforma si è aggiunto a quello relativo ad altri ambiti, già in essere da diverso tempo.

Nella lista compare anche la Liguria, con il Csv di Genova che ha avviato la sua collaborazione con l’Ordine territoriale dei commercialisti ad ottobre 2018 e ora può accompagnare le associazioni in maniera più qualificata nel percorso di modifica e aggiornamento degli statuti.

In Piemonte è stato il Csv di Torino il primo ad intraprendere la strada aperta dall’accordo nazionale tra CSVnet e Cndcec, per organizzare iniziative di informazione e formazione, attraverso corsi, seminari, convegni, pubblicazioni sui temi della riforma. Il 26 novembre 2019 invece è stato il turno del Csv di Biella Vercelli per la stipula con l'Ordine provinciale di Biella. Nello stesso periodo è stato siglato l'accordo tra il Csv Asti Alessandria e l'Ordine alessandrino.

In Veneto si contano 5 province su 7 in cui il patto tra Csv e professionisti contabili ha già preso forma. Quello del Csv di Verona è arrivato a soli tre mesi dall’intesa siglata dall’Associazione dei centri di servizio per il volontariato, con l’obiettivo di produrre una sinergia condivisa in grado di rendere più efficaci i servizi offerti agli enti del terzo settore veronese. A Venezia l’accordo ha portato all’attivazione di uno sportello di consulenza settimanale presso la sede del centro rivolto a Odv e Aps. Anche il Centro di servizio della provincia di Belluno ha colto l’occasione offerta dall’accordo nazionale per qualificare ancor di più la propria azione verso il volontariato locale. A Vicenza, in occasione della firma del protocollo il 10 aprile scorso, è stato organizzato un convegno su “Lo stato dell’arte della riforma del terzo settore: l’aggiornamento degli statuti e la disciplina fiscale applicabile nel periodo transitorio” con gli interventi di esperti ed esponenti del non profit provinciale. Padova, infine, già nel 2018 aveva avviato un confronto tra i due enti per definire una forma di collaborazione duratura per dare alle associazioni consulenze professionali gratuite.

A gennaio 2020 anche il Csv Friuli Venezia Giulia ha ufficializzato l'accordo con gli Ordini dei commercialisti provinciali.

In Trentino, il Csv regionale di Trento ha ufficializzato l’accordo il 12 giugno scorso ma questo è già operativo da diverso tempo. Si è concluso da poco infatti un percorso formativo di 80 ore a cui hanno partecipato 38 commercialisti che operano in Trentino e una decina di funzionari dell'Agenzia delle Entrate: 35 di questi professionisti hanno poi deciso di donare oltre 1000 ore pro bono al volontariato per assistenza negli adempimenti previsti dalla riforma.

Per la regione Emilia Romagna compaiono nella lista i Csv di Parma, che già in passato aveva collaborato con l’Ordine territoriale dei commercialisti nell’ambito delle pari opportunità; Bologna, dove si è realizzato un corso di formazione specialistica sulla riforma del terzo settore, Ferrara e Forlì Cesena con Rimini. Per i presidenti di questi ultimi, rispettivamente Leonardo Belli e Giorgia Brugnettini, l’accordo “potrà rappresentare un’opportunità in più per entrambe le parti. Molto spesso, infatti, i centri di servizio per il volontariato vedono gli impegni burocratici come un ostacolo. In questo modo diventiamo interlocutori primari per i professionisti”. L'11 settembre si è poi aggiunto alla lista degli accordi firmati anche quello del Csv Ravenna.

Nelle Marche il Csv regionale ha firmato la convenzione con l’Unione regionale degli Ordini dei Commercialisti lo scorso maggio, permettendo ai due enti di collaborare su più fronti, nell'ottica di una crescita reciproca di competenze. L'accordo intende sviluppare un rapporto di collaborazione, anche attraverso gruppi di lavoro dedicati, con molteplici finalità.

Anche in Umbria, per la provincia di Perugia il Csv regionale ha stipulato il protocollo con l'Ordine provinciale a novembre 2019.

In Abruzzo si conta, al momento, un accordo, quello del Csv L'Aquila con l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di L'Aquila e Sulmona firmato il 5 novembre.

In Molise, il Csv regionale ha avviato la sua collaborazione con gli Ordini professionali di Campobasso, Isernia e Larino nel gennaio 2019. Il protocollo, qui come nelle altre province, ha una durata biennale e può essere espressamente rinnovato dalle parti prima della sua scadenza.

La Campania conta ad oggi tre accordi locali, quello del Csv di Avellino, che riporta la data del 26 marzo 2019, quello di Caserta, arrivato ad aprile, grazie al quale sono state già realizzate iniziative formative e informative specifiche sul territorio; infine quello di Napoli siglato ad ottobre 2020.

A novembre, anche il Csv regionale della Basilicata ha siglato il suo accordo con l'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Matera; ha inoltre avviato già dei contatti con quello di Potenza.

In Puglia è giunto l'accordo del Csv Taranto con l'ordine provinciale, nel luglio 2019.

In Calabria il primo a stipulare il protocollo con il rispettivo ordine provinciale è stato il Csv di Reggio Calabria e nell'ambito di questo ha organizzato il 30 gennaio 2020 un seminario dal titolo “Il Codice del Terzo Settore”, per il punto sugli aspetti fiscali della riforma.

Infine, in Sicilia, il Csv di Messina ha siglato la sua intesa nel mese di novembre, prevedendo attività formative dedicate in particolare alle nuove disposizioni indicate dal D.lgs 112/17 sull’impresa sociale e il D.lgs 117/17 sul Codice del terzo settore. Per la provincia di Catania, invece, il Csv Etneo già prima dell'accordo nazionale, formalizzò nel 2013 un protocollo con l'Ordine territoriale che ha prodotto vari tipi di iniziative negli anni a favore dei volontari e delle associazioni.

Si attendono ora gli accordi dei Csv di Bergamo, Brindisi, Palermo, Treviso che hanno già stabilito dei contatti per produrre analoghe intese locali.

“La convenzione sottoscritta nel luglio 2018 ha suggellato un’alleanza che si sta esplicando a più livelli - dichiara Maurizio Postal, consigliere CNDCEC delegato al Non Profit o dal 2021 membro dell'Organo di controllo di CSVnet -. Il primo è quello dei rapporti istituzionali con il governo e il mondo politico, a cui abbiamo portato indicazioni e suggerimenti concreti in merito ai decreti correttivi previsti dalla riforma. Questo lavoro proseguirà perché il ‘cantiere’ della riforma è ancora aperto, considerato ad esempio che il Registro unico del terzo settore non è ancora a regime. Il secondo livello è quello locale perché la convenzione tra CSVnet e Consiglio nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili conteneva una bozza di protocollo d’intesa per i Csv e per gli Ordini locali. Anche su questo fronte c’è stato un successo notevole che conferma la volontà di collaborare dei nostri due mondi. I tanti accordi già firmati e gli altri in incubazione dicono che si tratta di un’alleanza molto sentita sul territorio. Confidiamo inoltre in una collaborazione concreta in merito al tema dell’esercizio dell’attività di autocontrollo”.

 
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