Padova eletta Capitale europea del volontariato 2020

L’annuncio è arrivato proprio il 5 dicembre. È la prima città italiana ad ottenere questo riconoscimento. Il presidente del Csv Emanuele Alecci: “C’è un’Italia che vince, ed è l’Italia del volontariato” 

di Alessia Ciccotti

Mentre a Roma si celebrava la Giornata internazionale del volontariato, ad Aarhus, in Danimarca, Padova veniva incoronata Capitale europea del volontariato per il 2020, battendo la concorrente Stirling. L’annuncio è stato dato in occasione della Conferenza del Centro europeo del volontariato (Cev), di cui CSVnet è membro, che si è tenuta nella città danese scelta come Capitale del volontariato 2018.

“Padova mostra esempi specifici e multipli di come sostenere e incoraggiare i volontari di diversi gruppi e settori, - si legge nelle motivazioni della scelta - oltre ad un'ampia varietà di organizzazioni di volontariato. Ha un’attenzione particolare – si legge ancora - a come contribuire all'inclusione sociale e al benessere delle persone vulnerabili attraverso il volontariato”. Tra le ragioni che hanno colpito la giuria è stata anche citata la possibilità data ai richiedenti asilo di fare volontariato, in base ad uno specifico accordo che comprende anche la formazione, nonché il grande sostegno organizzativo al Corpo europeo di solidarietà attraverso l'ufficio Progetto giovani. La giuria ha poi sottolineato il ruolo chiave svolto dal Csv locale nell'attuazione di progetti di volontariato e nel supporto ai volontari sotto vari punti di vista.

Dopo Barcellona, Lisbona, Londra e Sligo, Aarhus e Kosice (scelta per il 2019) Padova è anche la prima città italiana ad ottenere questo riconoscimento; una candidatura sostenuta dall’amministrazione comunale, ma proposta e preparata dal Centro di servizio per il volontariato provinciale, il cui presidente Emanuele Alecci, ha detto: “C’è una Italia che vince, ed è l’Italia del volontariato. Il percorso che abbiamo fatto da marzo ad oggi è stato molto intenso e bello per le relazioni che sono nate o si sono rinforzate. Da qui prosegue il “laboratorio” Padova e sono sicuro che sarà un entusiasmante cammino verso il 2020, con un’apertura a livello veneto, italiano ed europeo”.

Oltre alle già note iniziative di impegno civile nate qui e diventate patrimonio nazionale, quali Civitas, Banca Etica, Fondazione Zancan, Beati costruttori di Pace, oggi, con 6.400 realtà del terzo settore censite e 280mila volontari, Padova è ancora punta di diamante del volontariato italiano, una realtà che saprà ben governare il ruolo di Capitale europea nel 2020.

“Che si vinca o che si perda Padova e il suo volontariato sono cambiati. Viviamo questa opportunità come strumento per rinnovarci” aveva detto lo stesso Alecci a Vita il 16 novembre scorso. Ora ci sono tutte le carte in regola per affrontare questa sfida.

 

Il concorso per la Capitale europea del volontariato è stato lanciato dal Cev nel 2013, con l’obiettivo di celebrare e promuovere il volontariato e l'impatto dei volontari a livello locale, dando riconoscimento alle municipalità che lo sostengono e lo rafforzano, favorendo le collaborazioni fra i Centri di servizio europei e le stesse organizzazioni.

Quella che ha decretato Padova come vincitrice del concorso è una giuria internazionale di personalità chiave legate al volontariato, che rappresentano la società civile, il settore privato, profit, nonché le istituzioni dell'UE. Questi i componenti: Cristina Rigman, Presidente Cev; Cristian Pîrvulescu, Comitato economico e sociale europeo; Jacob Bundsgaard, sindaco di Aarhus, capitale europea del volontariato 2018; Kieran McCarthy, Comitato delle regioni; Mary Ann Hennessey, Consiglio d'Europa; Michaela Sojdrova, Parlamento europeo; Paula Guimarães, Banca Montepio, Rete europea del volontariato dei dipendenti (EVEN); Szilvia Kalman, Commissione europea.

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