Volontariato e gestione dei beni comuni, un equilibrio da tutelare

Conferenza 2018 di CSVnet (Matera, 11-14 ottobre). Uno dei 5 gruppi di lavoro è dedicato al delicato rapporto tra non profit e pubblica amministrazione nel recupero del patrimonio collettivo, anche culturale e paesaggistico. Con i contributi di Renato Briganti, Daniela Ciaffi e Francesca Velani 

di Lara Esposito

Valorizzare, condividere e tutelare. È nella ricerca del sottile bilanciamento tra questi tre obiettivi che il volontariato è chiamato ad agire per rendere la gestione dei beni comuni, culturali e paesaggistici un processo sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale ed economico. Se ne discute sabato 13 ottobre a Matera all’interno di uno dei cinque gruppi di lavoro previsti alla conferenza 2018 di CSVnet - “Scegliere Provocare Connettersi. Le sfide del volontariato nella società dello scontento” in programma a Matera dall’11 al 14 ottobre.

La giornata sarà interamente dedicata alla ricerca di strumenti e pratiche adatte per tutelare il patrimonio collettivo, materiale o immateriale, restituendolo alla comunità senza deturparlo e mantenendo il giusto equilibrio. Dagli spazi abbandonati, ai luoghi di interesse storico culturale, alle risorse naturali, negli ultimi anni si sono moltiplicate le esperienze in tutto il paese.

Tanti i temi in discussione: come la formazione relativa alla gestione dei luoghi e allo scambio di conoscenze sulle delicate dinamiche partecipative tra le reti sociali; o quali strategie attivare per una sana collaborazione tra pubblico e privato e su come conciliare attività volontaria e lavoro retribuito. Tutte questioni su cui il non profit vanta già una lunga consuetudine. E che sono anche al centro di normative e pratiche pubbliche: dalla Costituzione, che prevede il principio di sussidiarietà (art. 19), ai sempre più numerosi comuni che hanno adottato regolamenti per promuovere la gestione condivisa dei beni comuni, fino alla riforma del terzo settore, che stabilisce nuovi equilibri di relazione tra non profit e pubblica amministrazione (art. 55 del Codice del terzo settore, su cui recentemente si è espresso anche il Consiglio di Stato).

Il gruppo di lavoro a Matera, condotto dai consiglieri di CSVnet Luigi Conte e Leonardo Vita, rispettivamente presidenti del Csv Salento e del Csv Basilicata, sarà aperto dalla relazione di Renato Briganti, ricercatore di istituzioni di diritto pubblico all’università di Napoli, autore di numerose pubblicazioni sul tema dei beni comuni e protagonista della Fiera dei beni comuni organizzata dal Csv di Napoli.

Da tempo CSVnet lavora su questo fronte. Nel 2016/2017 è stata avviata una prima ricognizione delle esperienze di gestione dei beni comuni in cui sono coinvolti i centri di servizio per il volontariato. Si contano oltre 40 esperienze censite nel portale benicomuni.csvnet.it. Si tratta di percorsi di formazione, accompagnamento, promozione e in alcuni casi anche di gestione diretta dei beni comuni. Un bagaglio di conoscenze utile a focalizzare i punti di forza e debolezza delle esperienze avviate, per costruire insieme nuovi modelli anche in vista degli scenari futuri. Parlare di beni comuni in Italia senza coinvolgere Labsus – laboratorio per la sussidiarietà è davvero difficile. Per questo motivo, al gruppo di lavoro interverrà anche Daniela Ciaffi, docente al Politecnico di Torino e vicepresidente di Labsus, l’organizzazione (con cui CSVnet collabora) che ha ideato il Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni.

Crescono, inoltre, le opportunità di gestione condivisa di spazi e risorse grazie a iniziative capillari come quella di Valore Paese dell’Agenzia del demanio, che mette a disposizione, insieme a una rete di partner tra cui CSVnet, il patrimonio immobiliare pubblico. Dopo l’uscita del bando sulla gestione di fari ed edifici costieri, per il prossimo autunno è prevista l’uscita del nuovo bando “Cammini e percorsi”. L’esperienza dell’Agenzia del demanio rappresenta una delle più strutturate in Italia per la collaborazione tra pubblica amministrazione, profit e non profit nella gestione di spazi quali fari, case cantoniere, ma anche luoghi di valore artistico - culturale.

Ed è proprio la gestione dei beni culturali, un tema su cui è necessario lavorare per trovare un ruolo adatto al volontariato, renderlo protagonista della cura e della tutela del nostro patrimonio. Secondo l’ultimo censimento Istat, il settore “Cultura, sport e ricreazione” è quello che vede il maggior numero di volontari, ben 3 milioni e 128 persone pari al 56,6 per cento del totale. Ma sono tante le difficoltà di comunicazione e relazione tra la cittadinanza attiva e le pubbliche amministrazioni, gli enti privati e le associazioni di categoria. Su questo, CSVnet, in collaborazione con PromoPA e Csv Basilicata, ha realizzato un’indagine per il progetto Magna Charta per il volontariato per i beni culturali, portando al sud il lavoro di analisi e progettazione avviato qualche anno fa dal Csv Toscana. Un tema caldo anche vista la sfida di Matera Capitale europea della Cultura 2019, città che ospita la conferenza di CSVnet. Ne parlerà durante il gruppo di lavoro Francesca Velani, vicepresidente della Fondazione PromoPa e curatrice dell’indagine sul volontariato lucano.

Una giornata di lavori, quindi, per rendere sempre più efficace il ruolo dei centri di servizio per il volontariato, sia nel sostegno degli enti del terzo settore, sia nella progettazione condivisa che nella facilitazione dei delicati rapporti che intercorrono nella gestione dei beni comuni tra istituzioni, imprese e terzo settore.

Foto: © Fabrizio Tempesta - progetto Fiaf CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano".

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