Corpo europeo di solidarietà finalmente al via: domande entro il 16 ottobre

Online la guida e il modulo per presentare progetti di volontariato e di lavoro nei paesi dell’Unione da parte di giovani e organizzazioni. Disponibili 340 milioni in tre anni per la mobilità di 100 mila giovani tra 18 e 30 anni. E la commissione vuole già estenderlo fino al 2027 

di Nicolò Triacca

La Commissione europea ha pubblicato l’avviso che rende attivo il Corpo europeo di solidarietà (Ces), il nuovo programma che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato attraverso progetti di aiuto a comunità o popolazioni in Europa. La prima scadenza per presentare proposte è fissata al 16 ottobre 2018. Inoltre, dopo un iter di progettazione e di perfezionamento che è durato quasi due anni e ha coinvolto Commissione, Parlamento, Consiglio e società civile è finalmente disponibile anche la guida al programma del Ces.

Il nuovo programma sarà operativo per il prossimo triennio con un budget di 340 milioni e l’obiettivo di coinvolgere 100 mila giovani in attività di solidarietà. La Commissione sta inoltre lavorando per riconfermare il Ces anche nella prossima programmazione 2021-2027. L’obiettivo è quello di promuovere la solidarietà attraverso una serie di nuove azioni e strumenti che raccolgono l’eredità del Servizio volontario europeo (Sve) e degli Scambi giovanili, fino a oggi il principale strumento per mettere in atto progetti per la mobilità di giovani in Europa. Un’importante novità è rappresentata dall’asse occupazionale che promuove l’attivazione di tirocini o contratti di lavoro per giovani tra i 18 e i 30 anni in enti e organizzazioni impegnati in progetti e iniziative connesse alla solidarietà.

Attraverso la piattaforma online i giovani potranno registrarsi e accedere alle opportunità finanziate nell’ambito del Ces, mentre per presentare proposte le organizzazioni (non profit e profit) dovranno essere in possesso del Quality Label (QL), uno specifico accreditamento che garantisce la qualità e l’affidabilità degli enti coinvolti. Per le organizzazioni già in possesso dell’accreditamento allo Sve non è necessario l’ottenimento del QL.

Le organizzazioni in possesso dell’accreditamento potranno quindi presentare progetti nell’asse volontariato per le seguenti azioni:

- progetti di volontariato: sono esperienze di durata da 2 settimane a 12 mesi, a seconda che siano individuali o di gruppo, e potranno svolgersi nel paese di residenza dei partecipanti o in un altro territorio dell’Unione Europea. Particolare attenzione verrà data al coinvolgimento di partecipanti con minori opportunità;

- partnership di volontariato: specifici progetti di volontariato su base triennale realizzati da organizzazioni con esperienza che coinvolgano giovani e che permetteranno di strutturare collaborazioni in una forma stabile per rispondere a importanti bisogni della società;

- gruppi di volontari attivi su aree di alta priorità: sono progetti di volontariato da svolgersi su aree individuate come prioritarie dalla Commissione stessa. Per il 2019 saranno: l’integrazione di persone provenienti da paesi terzi (inclusi rifugiati e richiedenti asilo), la risposta alle sfide ambientali inclusa la prevenzione dai disastri e la tutela del patrimonio culturale. L’azione verrà gestita in maniera centralizzata da Bruxelles.

I giovani tra 18 e i 30, anche se non costituiti formalmente in associazione, potranno anche presentare le loro idee attraverso l’azione denominata progetti di solidarietà.  Le proposte dovranno avere una durata compresa tra 2 a 12 mesi e dovranno focalizzarsi su tematiche locali connesse alla solidarietà ma con un valore aggiunto europeo. Per questa azione non è richiesto l’accreditamento.

La nuova guida al programma ribadisce inoltre l’importanza della formazione e della certificazione delle esperienze e delle competenze: allo scopo verranno messe a disposizione dei partecipanti risorse per la formazione, l’accompagnamento e il supporto.

La fase che prende il via in queste settimane è l’evoluzione di un lungo iter avviato nel dicembre 2016 con l’annuncio del nuovo programma da parte del presidente Junker. Da allora si sono iscritti 72 mila giovani, di cui più di 10 mila sono italiani, la seconda nazionalità più numerosa dopo quella rumena. L’Italia invece è al primo posto come paese che ha ospitato più attività nella fase preliminare del Ces: sono infatti ben 631 i giovani coinvolti in attività di solidarietà sul territorio italiano su un totale di 7 mila partecipanti.

Nel giugno 2018 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico su tale proposta, che deve ora essere formalmente adottata da entrambi. Nell'attesa è possibile procedere con azioni preparatorie quali la pubblicazione dell'invito a presentare proposte appena pubblicato.

L'11 giugno 2018 la Commissione ha presentato la proposta per il corpo europeo di solidarietà dopo il 2020, stanziando 1,26 miliardi di euro volti a consentire a circa 350 mila giovani di partecipare a un'attività di solidarietà.

Questo il link per presentare una domanda (per accedere all’application form è necessario registrarsi). Informazioni e aggiornamenti in italiano sono disponibili sul sito dell’Agenzia nazionale giovani.

 

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