Beni comuni, i giovani toscani pronti a rigenerare città e paesi

Dalle “Case di paese” al recupero di antichi mulini ad acqua: 98 associazioni di volontariato restituiranno alla collettività 28 beni comuni materiali e immateriali grazie ad un bando del Csv con fondi regionali 

di Cristina Galasso

Edifici, monumenti, parchi, stazioni, caserme, terre, borghi. C’è un’Italia abbandonata che va da nord a sud, dai centri urbani ai paesi di montagna. Spesso è solo grazie ad una mobilitazione dal basso di cittadini, associazioni, comitati civici che tanti di questi beni vengono finalmente recuperati e restituiti alla collettività. Grazie al bando “Giovani e beni comuni” promosso dal Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana grazie a un finanziamento regionale, saranno realizzati 28 progetti su tutto il territorio toscano promossi da 98 associazioni di volontariato in sinergia con 130 partner pubblici e privati. Circa 140mila euro complessivi e 5 mila euro a iniziativa per valorizzare i beni comuni, materiali e immateriali, coinvolgendo i giovani. Rigenerazione di immobili abbandonati, recupero di giardini e verde urbano, valorizzazione di beni storico-artistici i principali ambiti di intervento dei progetti finanziati che andranno ad interessare soprattutto aree periferiche e decentrate del territorio toscano.

 “La gran parte dei progetti selezionati – dichiara Federico Gelli, presidente di Cesvot - promuove un’interessante convergenza tra associazioni, enti pubblici e privati a dimostrazione che il volontariato può rappresentare un formidabile volano di sviluppo locale capace di connettere le persone al territorio”.

Beni comuni in Toscana
Foto: © Enrico Genovesi - progetto Fiaf CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano"

DALLE CASE DI PAESE AL RECUPERO DEL MULINO: ECCO ALCUNI PROGETTI

Così, ad esempio, in tre piccole frazioni del comune di Monte San Savino (Ar) 16 organizzazioni - tra associazioni, gruppi sportivi, cooperative sociali e istituti scolastici - capitanate dall’associazione L’Arca, andranno a recuperare tre vecchi immobili dismessi e li trasformeranno in “Case di Paese”. Grazie anche al sostegno dell’amministrazione comunale, diventeranno spazi a disposizione delle comunità locali, dove associazioni e gruppi di cittadini potranno incontrarsi, organizzare eventi culturali, attività ricreative, iniziative di socializzazione e impegno civico aperte a tutti, in particolare a giovani e anziani, ovvero le fasce di popolazione che nei piccoli paesi sono più esposte all’isolamento sociale.

A Piombino i volontari della Pubblica Assistenza e di altre cinque associazioni cittadine si prenderanno cura e daranno nuova vita al Giardino dell’Arsenale, nel cuore del centro storico. Qui, infatti, negozi sfitti e disoccupazione causata dalla grave crisi economica che ha colpito la città, hanno impoverito il tessuto sociale di alcuni quartieri. Ecco che allora rigenerare uno spazio verde può contribuire al rilancio della vita e della socialità di un quartiere segnato dal disagio sociale e dal degrado urbano. Una volta rigenerato e pulito, il Giardino diverrà luogo di incontro ‘creativo’ per bambini, ragazzi e famiglie: verrà installata una postazione di book sharing e, all’interno di un edificio all’interno del Giardino, sarà allestito uno spazio che potrà ospitare mostre di pittura e fotografia, corsi di yoga e laboratori di ceramica e riciclo. In particolare, grazie ai laboratori di riciclo, i cittadini verranno coinvolti nella realizzazione di panchine, fioriere e altri arredi destinati al Giardino e ad altre aree verdi della città.

A Santa Maria a Colle, nella lucchesia, invece, sono stati gli stessi abitanti a chiedere, in occasione di alcuni incontri con il sindaco, il recupero di una scuola elementare ormai in disuso da anni. In sinergia col Comune l’associazione Amni Nyao, che da anni opera nell’educazione interculturale, insieme ad altre 6 associazioni e una cooperativa sociale, ha pensato di potenziare le attività messe in campo dall’amministrazione locale per il recupero e la valorizzazione dell’edificio. Grazie al progetto, nella ex scuola saranno organizzati corsi di lingua per richiedenti asilo e laboratori di piccola sartoria e rammendo creativo. Ma non solo. Saranno promossi eventi musicali e teatrali così da favorire l’incontro tra i richiedenti asilo e gli abitanti del paese, in particolare i più giovani.

A Canevara, frazione montana del comune di Massa, i volontari della Uisp insieme agli scout e ai volontari di Misericordia, Arci, Italia Nostra, associazione Sabine, al Museo Etnologico Apuane e ad altre realtà locali si occuperanno di recuperare e valorizzare un’antica struttura ottocentesca: un mulino ad acqua che la Provincia di Massa Carrara ha affidato in concessione al Gruppo Scout Agea di Massa. In particolare nei lavori di recupero saranno coinvolti 11 giovani che non studiano e non lavorano (Neet) che, grazie al progetto, potranno impegnarsi attivamente e acquisire nuovi interessi e competenze. I locali interni del mulino verranno ripristinati e adibiti a esposizioni museali, mostre di prodotti gastronomici tipici della zona ma anche punto ristoro per chi attraversa la via Francigena. Infine il mulino verrà rimesso in funzione e la macinazione a pietra sarà a disposizione dei produttori locali di farina di castagne e non solo.

I DATI

In Italia gli edifici abbandonati sono 2milioni, le case disabitate 5 milioni (Istat, Censimento 2011) e dove quasi il 40% degli edifici storici è in stato di degrado (Istat, Bes 2015). Solo nel 2017 il Fai - Fondo per l’Ambiente ha ricevuto 33mila segnalazioni di monumenti e parchi in rovina. E poi 100mila capannoni dimessi (Sole 24 ore), 1.500 caserme in disuso (Ministero della Difesa), 6mila km di ferrovie chiuse e 1.700 stazioni impresenziate (Ferrovie dello Stato), 752 infrastrutture pubbliche incompiute (Anagrafe opere incompiute, Ministero delle Infrastrutture). A tutto ciò si aggiungono 6mila borghi e alpeggi abbandonati (Istat) e oltre 20mila ettari di terre incolte di proprietà dello Stato (Banca nazionale terre agricole).

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Luglio 2018
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