“Giovani, datevi una strizzata all’anima”. Il volontariato di Roberto Vecchioni

Con una esibizione appassionata il cantautore ha concluso la festa per i venti anni dei sette CSV del Veneto. “Dall’alluvione di Firenze in poi ho sempre cercato di essere presente dove c’era il dolore, ma anche la solidarietà” 

“Ci sono giovani che scelgono di darsi una strizzata all’anima. Per questi il volontariato rappresenta un’eccezione non solo al menefreghismo, ma soprattutto alla noia”.

Ha infuso calore, la passione di Roberto Vecchioni, alla celebrazione dei vent’anni dei Csv del Veneto e del Comitato di gestione del Fondo speciale regionale per il volontariato, che si è svolta sabato scorso a Venezia. Il cantautore, invitato a chiudere una mattinata ricca di interventi e testimonianze, non si è sottratto ad una chiacchierata sul volontariato, intervistato prima dal laboratorio Inquadrati del Csv di Belluno, poi da un gruppo di studenti dell’istituto “Valle” di Padova e infine da Radio Vicenza, presente all’evento per il Csv di Vicenza.

Esibizione di Roberto Vecchioni durante le celebrazioni dei 20 anni dei CSV del Veneto
Esibizione di Roberto Vecchioni durante le celebrazioni dei 20 anni dei CSV del Veneto

Volontariato con cui il “professore” racconta di intrattenere un legame antico: “I miei rapporti risalgono ai tempi dell’alluvione di Firenze. Senza il volontariato, allora, non avremmo salvato l’arte. Da cantautore, ho sempre cercato di essere presente dove c’era il dolore, ma anche la solidarietà”.

Il volontariato nasce da una contraddizione, dice: “Se lo stato fosse più presente ci sarebbe meno volontariato. C'è questa stranezza, che però ci porta a comprendere quant'è bella e passionale una parte d'Italia”. Vecchioni, che ha girato il mondo, testimonia che il volontariato italiano è un unicum: “E’ veramente a livelli altissimi ed è un’autentica operazione d’amore per la propria patria”. Ed è, per i giovani che scelgono di impegnarsi, una “strizzata all’anima”, una “eccezione non solo al menefreghismo, ma soprattutto alla noia”. Come può il volontariato contribuire alla formazione dei giovani? “Può dare una scossa, sollecitare, far arrivare a ciò che è comune a tutti, il luogo in cui siamo tutti uguali nei sentimenti”.

Erano intanto un migliaio i partecipanti da tutta la regione nella gremita sala del Terminal 103 veneziano, dove si è tracciato il bilancio di questo percorso ventennale con i principali protagonisti. Sul palco si sono alternati la presidente del Coge Veneto Silvana Bortolami, il presidente della Conferenza regionale del Volontariato Oreste Ferrari, l'assessore regionale alle Politiche sociali Manuela Lanzarin, e Giovanna Perdonà, delegata dal presidente della Fondazione Cariverona Alessandro Mazzucco. Presenti anche i presidenti dei sette Csv provinciali, sollecitati a testimoniare la specificità di ciascun territorio: volti, colori ed azioni sintetizzati con grande armonia nel video “Venetoinvolo”, realizzato per l’occasione da Roberto Bistrot ed Emanuele Bunetto del Laboratorio Inquadrati di Belluno.

Esibizione di Roberto Vecchioni durante le celebrazioni dei 20 anni dei CSV del Veneto
Esibizione di Roberto Vecchioni durante le celebrazioni dei 20 anni dei CSV del Veneto

Lanzarin ha sottolineato come il Veneto vanti nelle sue tradizioni culturali l'attenzione a chi è svantaggiato e il prendersi cura dello sviluppo sociale della propria comunità.Il 17% delle persone di 14 anni e più si dedica ad attività gratuite in associazioni di volontariato, un dato superiore alla media italiana, che si attesta al 10,7%.Il Veneto è la seconda regione, dopo il Trentino Alto Adige, per partecipazione attiva e gratuita in associazioni.

La presidente del Coge Veneto ha voluto raccontare il viaggio di questi 20 anni di attività rendendo protagonisti dei successi tutti e sette i Csv. Infine, grande l’emozione che Roberto Vecchioni hadonato all’affollata platea di volontari, concludendo con un’esibizione generosa e appassionata, per parlare di amore, di passione, di impegno e per ricordare che il segreto del mondo è l’amore e che “l'uomo ha bisogno di emozionarsi attraverso tutte le arti possibili”.

 

 
Settembre 2018
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