Belluno: giovani europei si incontrano per trovare soluzioni contro le violenze

Il progetto, finanziato tramite Erasmus+ e realizzato dal CSV provinciale e da Terram Pacis, ha coinvolto 19 ragazzi di 7 paesi d'Europa.

di Alessia Ciccotti

Belluno1La pace, l'estremismo violento, la violenza di genere, i diritti umani, l'immigrazione, la democrazia, il bullismo: sono i temi su cui hanno discusso e si sono confrontati i partecipanti al seminario internazionale “A bridge for peace and democracy”, organizzato dall'associazione norvegese Terram Pacis e il CSV di Belluno.

Il seminario, che si è svolto a giugno a Belluno, è stato finanziato dal programma Erasmus+ ed ha visto la partecipazione di 19 ragazzi, provenienti da 7 paesi europei (Norvegia, Albania, Tunisia, Georgia, Lettonia, Turchia e Italia).

Durante la settimana i partecipanti hanno cercato di trovare delle soluzioni contro qualsiasi forma di violenza. Sono state create campagne on line, interviste, progetti e video di sensibilizzazione.

Il tema ha visto i ragazzi confrontarsi anche sulle diverse realtà dei Paesi di provenienza, riflettendo su come all'interno dello stesso continente la differenza a volte sia molto grande.

Le attività sono state svolte attraverso il metodo della non-formal education “learning by doing”, che vede i ragazzi protagonisti delle attività e non il trainer: in questo modo sono più liberi di esprimersi e imparare attraverso le discussioni e i lavori di gruppo.

I trainer del progetto erano il bellunese Stefano Dal Farra e la londinese Tanya Silverman.

"È stato un seminario molto intenso, ma indimenticabile - racconta Stefano Dal Farra - all'inizio ero un po' spaventato, perché si trattava di un progetto che vedeva ragazzi provenienti da Paesi così diversi tra di loro. Ma i ragazzi erano davvero molto motivati e interessati. Sebbene provenissero da realtà differenti, l'intesa è stata forte fin da subito, un'intesa vincente che li ha resi una squadra e che li ha portati ad ottenere dei risultati molto soddisfacenti".

"Sono molto soddisfatta di questa esperienza - aggiunge Tanya Silverman - sono arrivata a Belluno dopo che il seminario era già iniziato da un giorno, ma questo non ha comportato alcun problema. I ragazzi mi hanno insegnato tanto: molto dev'essere ancora fatto, ma che tutto questo può essere fatto solo se tutti contribuiscono nel loro piccolo con qualcosa. La pace non si fa da soli, ma tutti insieme".

I ragazzi hanno avuto anche l'opportunità di conoscere alcune persone che hanno portato la loro esperienza, tra cui Pietro De Perini, ricercatore presso l'università di Padova nel campo dei diritti umani, che ha presentato la situazione dei diritti umani in Europa, e Angelo Paganin, consulente del CSV che ha parlato del passaggio dall'obiezione di coscienza alla nascita del servizio civile in Italia.

"L’esperienza testimonia una volta di più quanto i giovani europei sappiano affrontare questioni di estrema rilevanza ed emergenza con grande maturità, capacità di dialogo e confronto e senso di fratellanza - conclude il direttore del CSV Nevio Meneguz - proprio quella fratellanza che oggi tutti rivolgiamo al popolo francese, ancora una volta vittima di vili attacchi di violenza".