Migranti e senza dimora: 9 mila nuovi utenti negli Help Center delle stazioni

Presentato il Rapporto Onds che fotografa attraverso le stazioni lo stato di disagio del nostro Paese. Nel 2015 i 13 Help Center hanno accolto più di 9 mila nuove persone, realizzando in totale più di mezzo milione di interventi sociali.
Fonte: Redattore Sociale

di Alessia Ciccotti

onds2015Dal 2014 ad oggi sono arrivati in Italia, passando per le stazioni, oltre 380.000 profughi: famiglie, bambini e minori non accompagnati che hanno trovato accoglienza nella rete messa in campo da Ferrovie dello Stato. Sono i dati del rapporto annuale a cura dell’Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle stazioni (Onds) presentato questa mattina (14 luglio) a Roma.

I 13 Help Center aperti nelle principali stazioni d’Italia sono per molti la prima tappa di avvio di percorsi di reinserimento.

“Nel 2015 sono stati effettuati 520.572 interventi sociali, di cui 84.085 di presa in carico e orientamento e 436.487 di bassa soglia”, ha spiegato Alessandro Radicchi, presidente di Onds. “Sono stati registrati 21.292 utenti, 9.135 dei quali nuovi, cioè mai passati prima per uno sportello di stazione. In media, ciascuna persona si è recata negli Help Center della rete più di cinque volte. Tra i nuovi ingressi aumentano donne, giovani e immigrati”.

In una giornata tipo la porta degli Help Center si apre per 319 volte per fare entrare 58 persone diverse, di cui 25 non si erano mai rivolte prima alla rete Onds. Per tutte queste persone, i 4 operatori presenti ogni ora per centro realizzano 230 interventi totali di ascolto o orientamento sociale. Sempre nello stesso giorno gli operatori realizzano 1200 interventi di bassa soglia, distribuendo viveri, beni primari o garantendo l’accesso ai servizi di prima necessità quali la cura dell’igiene personale o un pasto caldo. Tutte queste azioni hanno luogo per lo più in circa 2.600 mq di spazi messi a disposizione in comodato d’uso gratuito da Ferrovie dello Stato Italiane all’interno e nelle prossimità delle principali stazioni ferroviarie italiane.

“Si rivolgono agli Help Center soprattutto uomini (73%) di età compresa tra i 30 e i 49 anni. Solo a Firenze, la percentuale di donne è superiore. I dati sulla provenienza degli utenti mostrano una netta prevalenza di stranieri, i quali, nel 2015, corrispondono al 69% del totale, con una diminuzione di circa quattro punti percentuali rispetto al 2014. Tra gli utenti stranieri c’è una preponderanza di extracomunitari, che raggiungono il 57,2% del totale”, ha affermato Radicchi. Gli italiani sono circa il 25%, seguono gli utenti provenienti dalla Romania (pari all’11,2%), dal Marocco (9,9%), dalla Tunisia (3,9%), dall’Egitto (3,1%), dal Pakistan (3%), dal Senegal (2,2%), dall’Ucraina (2%), dalla Nigeria (1,9%). Tra i nuovi utenti aumentano il numero di donne, immigrati e giovani.

Negli ultimi due anni sono state registrate solo nei centri realizzati nelle grandi stazioni oltre 50 mila persone senza dimora. Circa 90 mila profughi, per lo più d’origine siriana ed eritrea, sono passati per l’hub migranti di Milano Centrale. Un modello d’esempio anche per le stazioni europee: Help Center e poli di riferimento sociale stanno nascendo in Francia, Lussemburgo, Belgio e in Bulgaria.

“La rete messa in campo dalle Ferrovie dello Stato rappresenta un esempio di innovazione”, ha dichiarato Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato che ha partecipato alla presentazione del rapporto. “Si fa delle nostre stazioni un centro di servizi per la cittadinanza attiva: ci si occupa delle persone oltre che dei clienti. È un nuovo tipo di welfare che vede coinvolti imprese, istituzioni e terzo settore ed è la dimostrazione concreta di cosa sia la responsabilità sociale delle aziende”.

 
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