Il CSV di Verona ha pubblicato il bilancio sociale 2015

Il Centro ha stimato un valore economico complessivo delle attività svolte nel 2015 pari a 571mila euro. 435 le associazioni socie; quasi 6mila studenti coinvolti in percorsi educativi e didattici; oltre 170 cittadini in lavori di pubblica utilità o misure riparatorie.

di Alessia Ciccotti

csv verona 220x150Co-progettazione è una parola chiave per il Terzo Settore e anche per il CSV di Verona, intorno alla quale è da tempo impegnato, ottenendo ora nuovi risultati sul territorio, che si concretizzano in progetti e servizi sociali in grado di coinvolgere e far collaborare tra loro più realtà. Non solo reti di associazioni impegnate nel volontariato, ma anche iniziative e tavoli di confronto tra istituzioni e mondo profit.

La co-progettazione trova ampio rilievo anche nel bilancio sociale del CSV, cui fanno riferimento 435 organizzazioni di volontariato attive tra città e provincia.

Il documento, che il CSV redige ogni anno e che è stato approvato in assemblea, racconta le attività svolte per il sostegno al volontariato su tutto il territorio provinciale, la nascita della rete degli empori solidali, le iniziative di raccolta fondi condivise con alcune aziende locali, i nuovi servizi realizzati da più associazioni insieme.

"Il CSV si propone sempre più come punto di congiunzione tra l’associazionismo, le differenti realtà di cui è formato il Terzo Settore, il profit e le istituzioni. - spiega Chiara Tommasini, presidente CSV - Si tratta di uno dei concetti chiave attorno al quale si articola la riforma del Terzo Settore ed è una sfida che abbiamo colto già da alcuni anni".

Tra i dati significativi che emergono dal bilancio sociale, ci sono i numeri dei giovani coinvolti nel mondo del sociale, di quelli impegnati come volontari oppure nel Servizio Civile o nei numerosi progetti e attività che il CSV propone, anche per gli alunni delle scuole primarie.
Il progetto "Volo tra i banchi" ad esempio - una piattaforma in cui le associazioni propongono percorsi educativi e didattici sui temi del sociale e del volontariato per alunni e studenti dai 6 ai 18 anni – ha coinvolto 51 scuole, 19 organizzazioni di volontariato, per un totale di 5.875 alunni: circa 1.000 in più rispetto all'anno scorso. Il CSV si conferma, inoltre, non solo ente di invio ma anche di accoglienza per i ragazzi impegnati nel Servizio Volontario Europeo.

In crescita esponenziale, un trend costante negli ultimi due anni, le richieste di adesione ad azioni che rientrano nell'ambito della giustizia riparativa. Nel 2015, sono stati 113 i cittadini inseriti in lavori di pubblica utilità, per un totale di 11.124 ore di servizio. 68 persone sono state invece inserite nelle altre misure riparatorie presso realtà del territorio, anch'esse previste dalla convezione tra CSV e Tribunale, stipulata per la prima volta nel 2011.

Il bilancio sociale si concentra anche sulla misurazione del "valore economico sostitutivo" prodotto dal CSV. È una stima del valore economico dei servizi erogati gratuitamente nel corso del 2015 dal CSV sotto forma di consulenze, formazione, coordinamento, assistenza ovvero considerando un ipotetico acquisto da fornitori terzi sul mercato, qualora le associazioni avessero provveduto in autonomia. Ne risulta un valore economico complessivo di 571.965 euro, cifra maggiore a quanto l’ente effettivamente riceve come “proventi istituzionali” al netto dell’autofinanziamento. Si tratta dunque di un utile vero e proprio, che non trova il giusto riconoscimento tra le pieghe rigide dei dati contabili.

"Parallelamente a questi dati - aggiunge la presidente Tommasini - risulta fondamentale stimare il valore aggiunto sociale ovvero il capitale sociale, i beni relazionali e i legami sociali generati da queste attività".

 
Novembre 2019
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