Riforma del Terzo Settore: il Senato vota l’articolo 5. Novità per i CSV

Nella governance dei Centri di Servizio per il Volontariato entrano tutti gli enti di terzo settore, ma la maggioranza assoluta resta alle organizzazioni di volontariato.

di Alessia Ciccotti

commissione XII affari sociali 300x210Secondo il calendario dei lavori di Palazzo Madama, tra martedì 15 e giovedì 17 marzo è previsto il voto finale sul disegno di legge delega per la riforma del terzo settore. La Commissione Affari Costituzionale del Senato sta procedendo con la votazione degli emendamenti agli 11 articoli che compongono il testo.

Come riportato da Redattore Sociale, sono stati già esauriti “gli articoli 1 (finalità e oggetto), 2 (Princìpi e criteri direttivi generali), 3 (Revisione del titolo II del libro primo del codice civile) e 5 (Attività di volontariato, di promozione sociale e di mutuo soccorso). Restano da affrontare le parti relative alla revisione della disciplina del terzo settore (art.4), all’impresa sociale (art.6), alla vigilanza e controllo (art. 7), al servizio civile (art.8) e alle misure fiscale (art.9), nonché gli ultimi due articoli dedicati alle disposizioni transitorie e finali e alla relazione alla Camere”.

Un’importante novità riguarda l’articolo 5 e, in particolare, il sistema dei CSV che, secondo il testo approvato, potranno esseri costituiti da tutti gli enti di terzo settore. È inoltre previsto, come affermato dal sottosegretario Luigi Bobba intervenuto all'Assemblea di CSVnet lo scorso 30 gennaio, che la maggioranza assoluta dei voti nell'assemblea faccia capo alle organizzazioni di volontariato, che dunque nei fatti rimangono quelle ne gestiscono la governance. I servizi dei CSV, inoltre, possono essere erogati a tutti gli enti di terzo settore in cui vi sia la presenza di volontari e il loro finanziamento stabile deve arrivare dalle risorse previste nella legge 266/1991, fatto salvo che eventuali altre entrate dovranno avere una contabilità separata. Previsto anche che i CSV non potranno procedere a erogazioni dirette in denaro o a cessioni a titolo gratuito di beni mobili o immobili a enti del terzo settore.

Nello stesso articolo, relativamente alla questione del riconoscimento del volontariato, il testo approvato dalla Commissione, prevede inoltre che la specificità da considerare non viene più segnalata solo in riferimento alle tutele dello “status di volontario” ma pure a quella delle “organizzazioni di soli volontari, anche quelle operanti nella protezione civile”. Lo sguardo non va solo sul singolo volontario, dunque, ma sulle organizzazioni di volontariato in quanto tali. Si prevede, infine, il “superamento del sistema degli Osservatori nazionali per il volontariato e per l'associazionismo di promozione sociale, attraverso la istituzione del Consiglio nazionale del Terzo settore, quale organismo unitario di consultazione degli enti di Terzo settore a livello nazionale, la cui composizione valorizzi il ruolo delle reti associative di secondo livello”.

 
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