Un giubileo per i romani: 42 associazioni e 24 porte sociali da aprire. Si comincia il 20 dicembre

giubileromaniÈ stato presentato il 14 dicembre a Roma il progetto Giubileo per i Romani, che vede impegnate 42 associazioni, mondi e realtà diverse, tra cui il CSV del Lazio Cesv, che si sono riunite nell’omonimo coordinamento, per far sì che l'Anno della Misericordia lasci un segno permanente in una città che ha molte risorse umane e sociali, ma anche tante fragilità e bisogni sempre nuovi. Si tratta di organismi che concretamente, giorno dopo giorno, provano a dare risposta alle necessità e spesso alle urgenze che affiorano nella città, nelle periferie, promuovendo comunità e qualità del vivere.

Nel mese di luglio il coordinamento ha pubblicato il manifesto “Ci prendiamo cura della nostra città”, per ribadire il proprio impegno e per invitare tutti i cittadini ad abbandonare atteggiamenti difensivi, subalterni e di rassegnazione: è infatti il tempo di ricostruire – dopo gli anni dell’abbandono della città e della corruzione mafiosa – un tessuto partecipativo e una nuova immagine della Capitale d’Italia.

di Alessia Ciccotti

Sono stati individuati numerosi “presìdi”, sparsi per la città, almeno 2 per Municipio, ognuno dei quali offrirà sostegno e servizi a detenuti, donne in difficoltà, migranti, anziani, giovani a rischio, malati terminali, persone affette da patologie psichiche e a tutti coloro che ne hanno bisogno. "Ogni presidio è un luogo di ascolto del territorio, per chi in quel territorio trova soddisfazione, per chi ci soffre, per chi vi è nato e per chi vi è arrivato" ha spiegato Eugenio De Crescenzo (AGCI, Associazione generale Cooperative Italiane).

Creare una rete diffusa, che intercetti la complessità della realtà romana e che ne divenga elemento strutturale, andando oltre l’Anno Santo straordinario: questo uno degli obiettivi dell'iniziativa. Gianni Palumbo (Forum Terzo Settore Lazio) ci ricorda infatti che "le opere di misericordia della dottrina cattolica sono corporali e spirituali, ma rappresentano anche ciò di cui si dovrebbe occupare quotidianamente il Terzo settore come Politiche sociali. Solo l’assunzione di responsabilità e una rete pubblico-privata territoriale può farci uscire dalle difficoltà che stiamo vivendo".

Il 20 dicembre si aprirà la prima delle 24 “porte sociali”, quella del carcere di Rebibbia (in media saranno 2 ogni mese), che i cittadini potranno varcare per aprirsi e incontrare le realtà più diverse. "Sono fari che vogliamo accendere sulle problematiche - dice Pino Galeota (associazione Corvialedomani) - perché la cittadinanza prenda consapevolezza e si attivi, ma soprattutto per conoscere le risposte che il sociale è già in grado di dare", anche se spesso le Istituzioni le porte le hanno volute chiudere davanti a questo mondo, dimostrandosi "incapaci di comprendere la necessità di trasformazione e di riscatto della città".

L'apertura della prima porta sociale avverrà con il contributo organizzativo della Cooperativa PID onlus, che si occupa da lungo tempo di segretariato sociale, reinserimento detenuti e formazione volontariato.
La sede dell'evento sarà il Banco Pid nel mercato di Via San Teodoro n. 74 domenica 20 dicembre dalle ore 8:00 alle ore 12:00

L’elenco completo dei presìdi, che si alimenterà in corso d’opera grazie alle nuove adesioni, così come il testo del manifesto “Ci prendiamo cura della nostra città”, sono disponibili sul sito www.giubileoperiromani.it 

 
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