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A Rimini un progetto a sostegno del "turismo per tutti"

rimini per tuttiSi chiama “Rimini per tutti” il progetto realizzato in collaborazione con il CSV di Rimini e con il sostegno della Provincia di Rimini - Rete contro le discriminazioni volto a verificare le potenzialità, sia edilizie che del personale, delle strutture ricettive del territorio per quanto riguarda l’accessibilità a persone disabili o con una momentanea difficoltà fisica.

di Alessia Ciccotti

Si tratta di un servizio, gratuito e senza impegno, offerto dalle associazioni di volontariato della provincia riminese che si occupano di questi temi, riunitesi nella rete “Un territorio per tutti”.

In pratica, i volontari si sono resi disponibili a compilare insieme ad albergatori, bagnini, gestori turistici, la scheda "Care", uno strumento riconosciuto a livello internazionale per definire il livello di accessibilità di una struttura, ma soprattutto per valutarne insieme le potenzialità. La scheda, con l’autorizzazione dei gestori, sarà poi pubblicata sul sito www.riminiprovinciaccessibile.it

È importante - spiega Aristide Savelli, volontario Uildm - che la persona con disabilità possa scegliere la località e l’albergo in cui trascorrere le proprie vacanze e non essere costretto a recarsi solo nelle strutture abilitate. L’intento di questo sito è proprio diffondere e promuovere l’informazione sulle strutture accessibili, rendendola fruibile a tutti”.

Per aderire all’iniziativa basta iscriversi compilando il modulo “Rimini per tutti” che si trova sul sito del CSV di Rimini;un volontario contatterà poi il referente indicato per prendere un appuntamento e visitare la struttura.

L'obiettivo è quello di lanciare “Rimini provincia accessibile”, una sorta di bollino di garanzia, attraverso cui le associazioni possano presentare le strutture visitate e il tipo di servizio che le stesse offrono, rispettando il punto di vista della persona disabile.

Alla base c’è la volontà di fornire tutte le informazioni necessarie al potenziale turista con bisogni particolari per decidere se quella struttura è effettivamente adatta alle proprie esigenze.

Il nostro obiettivo - spiega Paolo Vignali, volontario della rete - è mettere in evidenza tutte quelle che sono le positività della struttura. Spesso l’albergatore non sa nemmeno di essere accessibile. In questa azione, la nostra vera amica è la semplicità, a volte basta poco, come per esempio fotografare il piatto del menu. La disabilità è, infatti, un tema ampio, che non si esaurisce nell’immagine della persona in carrozzina.”.

Tutte le associazioni della rete sono d’accordo nel sottolineare il fatto che Rimini per molti aspetti è già pronta ad accogliere persone con esigenze particolari, non sono necessari grossi interventi infrastrutturali ma piuttosto la capacità di cucire insieme quello che già c’è, per creare un sistema virtuoso che renda accessibili i percorsi stradali, ma al contempo i luoghi dell’accoglienza e dell’intrattenimento.

La grande nemica del progetto è la sottovalutazione del fenomeno; basti pensare che in Europa, il “turismo per tutti” è stato stimato in 50 milioni di cittadini con disabilità e problematiche di vario genere. Di questi, ben il 72% (circa 36 milioni), sono propensi a viaggiare, ma solo 6 milioni lo fanno (dati ricerca Enea). In sostanza, 30 milioni di persone con bisogni “speciali” possono essere interessate a viaggiare ma, per diverse ragioni, vengono ancora escluse dai circuiti ufficiali del turismo.

Se a questo si aggiunge il fatto che insieme a ogni disabile vi possono essere una o più persone (accompagnatori o altro), si arriva a 60/70 milioni di potenziali turisti in Europa.

La sfida - conclude Cristina Belletti, consigliera provinciale delegata al Terzo settore - è riuscire a creare un tavolo in cui i diversi attori coinvolti, dal volontariato alle associazioni di categoria fino alle istituzioni, si confrontino su questa tematica per mettere in rete quelli che sono gli obiettivi del progetto e le buone pratiche già attivate”.

 
Agosto 2020
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