DDL Terzo Settore – La Relazione del Sen. Lepri

Martedì 12 maggio 2015 la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha avviato il dibattito sul DDL S 1870 di delega al Governo per la riforma del Terzo Settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale, già approvato dalla Camera

di Clara Capponi

Il primo passaggio è stata l'illustrazione della relazione al provvedimento da parte del relatore Stefano Lepri.

Nel documento (allegato), accanto all'apprezzamento per il testo approvato alla Camera dei Deputati, sono evidenziati, articolo per articolo, diversi aspetti su cui il relatore annuncia di voler intervenire in sede emendativa. E' dunque presumibile che la seconda lettura porti con sé una discussione articolata e alcune modifiche e che quindi il testo possa uscire parzialmente modificato dal Senato, con la necessità di almeno una successiva discussione alla Camera prima della definitiva approvazione.

Nella relazione il Senatore si è soffermato anche sul tema dei Centri di Servizio per il Volontariato, sottolineando come, rispetto all'articolo 5, comma 1, lettera e) sia forse ragionevole "valutare una riorganizzazione dei Centri di servizio del Volontariato che incida sulle attuali criticità, prefigurando soluzioni per le quali sia previsto:

  • che i Centri di servizio assumano, come già specificato nel testo, una forma giuridica di terzo settore caratterizzata per un assetto democratico, siano liberamente costituiti ed operino, sulla base delle libere scelte delle organizzazioni che scelgono di avvalersi dei servizi offerti, anche su base non territoriale;
  • che i criteri di accreditamento comprendano un numero minimo di soggetti associati, il principio della porta aperta che renda possibile l'ingresso nella compagine associativa e nella governance delle organizzazioni che fruiscono dei servizi, un insieme di servizi standard che debba comunque essere messo a disposizione delle organizzazioni fruitrici, la presenza con proprie articolazioni sul territorio ove si propongono come erogatori di servizi;
  • criteri democratici per la definizione della governance (ad esempio escludendo o comunque limitando il voto multiplo degli aderenti sulla base delle dimensioni secondo una misura massima);
  • l'impossibilità, per ciascuna organizzazione, di associarsi a più di un centro di servizio;
  • l'incompatibilità, in entrata e in uscita, tra i ruoli apicali nei centri servizi e l'assunzione di cariche politiche, definendo un periodo minimo tra la cessazione di un ruolo e l'eventuale assunzione di un ruolo nell'altro ambito;
  • la delega ai Centri di servizio dei compiti di monitoraggio, verifica e controllo rispetto agli enti al di sotto di determinate dimensioni;
  • il dimensionamento di organi di controllo, destinati ad assumere anche i compiti e funzioni degli attuali CoGe, su scala regionale o, nelle regioni più piccole, macro regionale con governance partecipata a maggioranza dalle fondazioni finanziatrici, nonché da soggetti unitari di rappresentanza delle diverse forme di terzo settore;
  • l'attribuzione agli organi di controllo delle funzioni di accreditamento dei Centri di servizio nonché di concessione ai fruitori di voucher finalizzati al pagamento dei servizi presso i Centri di servizio accreditati sulla base della libera scelta delle organizzazioni fruitrici;

Leggi la relazione Relazione del relatore Sen. Stefano Lepri

Leggi anche la proposta emendativa di CSVnet al DDL delega per la Riforma del Terzo Settore 

(Fonte: Infocontinua Terzo Settore)

 
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