Guzzetti: protocollo Mef-Acri è nel segno della continuità e dell'innovazione

Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, si dice soddisfatto per l'adesione unanime, giunta lo scorso 11 marzo, da parte dei vertici delle Fondazioni di origine bancaria al Protocollo d'intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) 

di Alessia Ciccotti

Giuseppe GuzzettiIl Protocollo sarà firmato dal Ministro Padoan e dal Presidente dell'Acri dopo le necessarie delibere di adesione da parte degli Organi delle Fondazioni, che così si impegnano a modificare i loro statuti, se necessario, secondo i contenuti del Protocollo.

"Il Protocollo – ha dichiarato il presidente Guzzetti - è un passo ulteriore nel processo di autoriforma delle Fondazioni ed è stato voluto dal Mef e dall'Acri nel solco della legge che le regola (riforma Ciampi del 1998/99 e successive modifiche) in funzione del mutato contesto storico, economico e finanziario, da cui emerge l'esigenza di specificare la portata applicativa delle norme che disciplinano le Fondazioni di origine bancaria, affinché esse possano esprimersi sempre più pienamente quali soggetti del Terzo SettoreDa sempre l'Acri - ha aggiunto Guzzetti - concorre efficacemente al perseguimento delle finalità che il legislatore ha assegnato alla vigilanza (Mef) favorendo la diffusione tra le Fondazioni di origine bancaria di buone pratiche operative e l'elaborazione di codici e prassi comportamentali, che possano orientare, in forma condivisa, il raggiungimento di migliori e maggiori standard operativi, in termini di trasparenza, responsabilità e perseguimento degli interessi statutari, come attesta la Carta delle Fondazioni varata dall'Associazione nell'aprile 2012. Questo Protocollo - ha detto - è in continuità, nella sostanza, con scelte già effettuate da molte Fondazioni, ma porta un'innovazione assoluta nel rapporto fra vigilante e vigilato, perché ha trovato nel dialogo e nel confronto costruttivo lo strumento ideale per favorire comportamenti e prassi sempre più virtuose, nell'interesse delle comunità e dell'intero Paese".

Per quanto riguarda gli aspetti economici e finanziari, l'intesa prevede che le Fondazioni si impegnino, tra le altre cose, a diversificare il portafoglio di impieghi del patrimonio al fine di limitare i rischi e la dipendenza del risultato della gestione da "determinati emittenti, gruppi di imprese, settori di attività e aree geografiche". Il testo prevede poi un limite di un terzo dell'attivo patrimoniale per l'esposizione nei confronti di un singolo soggetto.
Le Fondazioni dovranno inoltre evitare indebitamenti, salvo esigenze di liquidità temporanee e limitate e nel rispetto del principio di conservazione del patrimonio. Il documento prevede poi che le Fondazioni non potranno usare contratti e strumenti finanziari derivati tranne che per finalità di copertura o in operazioni senza rischi di perdite patrimoniali.

Relativamente alla governance, invece, in base al Protocollo, le Fondazioni dovranno tener conto di criteri stringenti nel definire i corrispettivi economici dei componenti i propri organi, coerenti con la natura di enti senza scopo di lucro e commisurati al patrimonio e alle erogazioni. Nello specifico, il testo stabilisce che il compenso dei presidente delle fondazioni con patrimonio superiore a un miliardo di euro non potrà superare il tetto massimo di 240.000 euro. Sono previsti anche tetti parametrati al patrimonio, per i compensi complessivamente corrisposti a tutti i membri degli organi.
D'ora in avanti sarà inoltre necessario: definire un limite alla permanenza in carica dei membri degli organi per assicurare il loro ricambio, adottare procedure di nomina che assicurino la presenza del genere meno rappresentato e valorizzino il possesso di competenze specialistiche e professionalità dei componenti degli organi. Le Fondazioni dovranno osservare regole di incompatibilità per assicurare il libero ed indipendente svolgimento delle funzioni degli organi. Infine, l'attività degli enti dovrà essere conformata "ad un ampio principio di trasparenza, declinato in regole puntuali che assicurino adeguata diffusione delle principali decisioni alla collettività di riferimento".

Per maggiori dettagli visita il sito del Mef e dell'Acri.

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