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L'Osservatorio sul volontariato dell'Università Cattolica in collaborazione con il Centro di Servizi per il Volontariato di Brescia ha pubblicato il rapporto di ricerca nazionale “Formare alla cura dell'altro. Volontariato e sofferenza adulta” sulla formazione nelle associazioni di volontariato del settore sanitario.
Il volume, curato da Luigi Pati e con saggi di Elisa Bara, Chiara Buizza, Silvia De Marinis, Maria Paola Mostarda, presenta l'indagine che ha studiato i progetti di aggiornamento dei volontari in servizio in 24 associazioni di volontariato sparse sul territorio nazionale, e confrontato i modelli formativi, le logiche progettuali, le reti degli stakeholder, modi e mezzi per valutare i risultati della formazione.
Tra gli elementi di particolare interesse emersi nella ricerca il curatore parla nelle sue conclusioni di una "costante ricerca – da parte delle associazioni di volontariato – di nuovi modelli formativi, atti a rispondere alla peculiarità dell'impegno volontario" e dell'esigenza espressa sia dai referenti istituzionali sia dagli stessi volontari "di stabilire rapporti di rete con altre associazioni e altri interlocutori territoriali". Particolare rilevanza e attenzione sono state inoltre attribuite dal gruppo di ricerca al dato secondo cui la presenza di giovani nel settore della sofferenza adulta sarebbe scarsa. "Il volontario della sofferenza – si legge infine nelle conclusioni di Luigi Pati – esige di essere formato. La formazione non è superflua o estrinseca all'azione volontaria. Essa esprime il modo in cui l'organizzazione di volontariato si fa carico del volontario e gli offre gli strumenti concettuali e operativi per ben svolgere la sua azione di cura".
Collocazione:.La comunicazione rappresenta una risorsa sempre più strategica anche nel Terzo Settore, soprattutto dopo il progressivo impoverimento di sostenitori (famiglie ed imprese).
La comunicazione – intesa come capacità di trasmettere in maniera efficace ed immediatamente comprensibile l'operato dell'ente – si inserisce, così, nelle strategie utili per declinare all'esterno una immagine credibile ed operativa.
La recente normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro coinvolge, tra gli altri, le organizzazioni di volontariato.
Spesso l'azione volontaria si contraddistingue per essere un'azione a rischio, in cui la tensione all'impegno sociale è chiamata a misurarsi con l'attenzione verso le possibile forme di pericolo, per sé e per gli altri.
Il libro sottolinea il ruolo imprescindibile della formazione dei volontari alla sicurezza, come occasione affinchè il mondo del volontariato, al pari e forse anche più del mondo del lavoro, si impegni a coltivare una cultura in grado di aumentare i livelli di consapevolezza sui rischi che quotidianamente si possono presentare, sulle misure per ridurli e gestirli, sulla responsabilità che ad essi inerisce per la propria e altrui tutela
Il volume presenta i risultati di una ricerca promossa dal CSV Marche, in collaborazione con l' Università di Urbino e la Regione Marche, che, con metodologia strettamente qualitativa (interviste e focus group con volontari e stakeholders) ha voluto indagare la funzione di utilità sociale svolta dal Volontariato.
Quale spazio occupa oggi il Volontariato nel sistema di Welfare? Quali dimensioni ne caratterizzano l'identità? La ricerca, che ha visto coinvolti volontari, OdV e stakeholders, tenta di rispondere a queste domande, con particolare attenzione a quanto avviene nella regione Marche.
In tal senso il volume vuole essere un contributo per quanti, volontari, amministratori, moperatori e cittadini intendo interrogarsi sul futuro del Volontariato.
La guida, nata nell'ambito del progetto “Oltre l'esclusione”, è stata realizzata dall'associazione Ss. Annunziata onlus di Ancona con il contributo del Centro Servizi per il Volontariato delle Marche, Fondazione Cariverona e Regione Marche.
La guida è stata pensata per agevolare alle persone senza dimora l'accesso ai servizi esistenti nella regione per mangiare, dormire, lavarsi, vestirsi ecc., ma potrà essere d'aiuto anche agli operatori e i volontari dei centri di accoglienza nel rapportarsi con gli utenti e anche per “fare rete” tra loro nell'affrontare e gestire il fenomeno della povertà estrema.
La guida, stampata in 30.000 copie ha una parte, (quella della tipologia dei servizi da ricercare) tradotta in 5 lingue diverse oltre all'italiano, e verrà distribuita ai senza dimora sul territorio regionale attraverso le strutture che sono state coinvolte nel progetto o che ne facciano richiesta.