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Soggetti che possono presentare la domanda
• associazioni di solidarietà familiare iscritte nel registro regionale ex l.r. n.1/08;
• organizzazioni di volontariato iscritte nelle sezioni regionali o provinciali del registro ex l.r.
• n.1/08;
• associazioni senza scopo di lucro e associazioni di promozione sociale iscritte nei registri
• regionali e provinciali dell’associazionismo ex l.r. 1/08;
• cooperative sociali iscritte nella sezione A dell’albo regionale ex l.r. n.1/08;
• enti privati con personalità giuridica riconosciuta, iscritti al registro regionale delle Persone
• Giuridiche Private ex Regolamento Regionale n.2/01;
• enti ecclesiastici con personalità giuridica ex Lege n.222/85;
• associazioni femminili iscritte all’albo regionale delle associazioni, movimenti e
• organizzazioni delle donne ex l.r. n.16/92;
• Centri di Aiuto alla Vita (CAV) iscritti all'elenco regionale di cui alla DGR 84/10.
La domanda di accesso al contributo dovrà essere presentata esclusivamente per mezzo del sistema informativo regionale accessibile dall’indirizzo https://gefo.servizirl.it/
In particolare si precisa che:
• ogni soggetto può richiedere contributo per un solo progetto su tutto il territorio regionale;
• il progetto deve essere presentato nel territorio dell’ASL dove insiste la sede operativa dell’ente richiedente il contributo;
• il progetto può essere inoltre presentato per uno solo tra i tre ambiti d’intervento qui proposti tenendo conto del seguente distinguo:
- i soggetti di cui al punto 2, tranne CAV e soggetti gestori di consultori familiari accreditati, possono presentare il proprio progetto nell’ambito d’intervento relativo al sostegno ai compiti educativi della famiglia (ambito 1) o nell’ambito d’intervento relativo alle attivazioni delle reti di mutuo aiuto (ambito 2).
- relativamente all’ambito 1 è possibile presentare il progetto solo scegliendo tra una delle due azioni possibili;
• i CAV ed i soggetti che gestiscono consultori familiari accreditati possono presentare il proprio progetto solo nell’ambito relativo alla tutela della maternità (ambito 3).
Nel caso di presentazione di progetti nell’ambito 1 e 3 è obbligatorio presentare all’atto della domanda anche il parere del Comune/Comuni/Ambito territoriale di residenza delle famiglie con cui si realizzano i progetti di aiuto.
Il progetto può essere presentato in partnership con altri soggetti pubblici e/o privati non profit, che si assumono ruoli, compiti ed impegni precisi di realizzazione del progetto stesso, compartecipando ai costi di realizzazione attraverso messa a disposizione di personale/ attrezzature e/o di risorse economiche. La partnership deve essere suggellata da specifiche intese.
Qualora un soggetto, di cui al punto 2 del presente bando, intendesse presentare domanda come capofila di progetto, non può aderire ad altri progetti come partner. I soggetti che optano per essere partner possono invece aderire a più progetti.
A supporto del progetto può inoltre essere costituita una rete di collaborazione di soggetti pubblici o privati non profit che aderiscono al progetto attraverso lettere di intesa o accordi senza assumere oneri di compartecipazione al costo dello stesso.
I progetti devono avere la durata di 12 mesi a partire dalla data di sottoscrizione della convenzione.