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Ministero del Lavoro , della Salute e delle Politiche Sociali Direzione generale per il Volontariato, l’associazionismo e le Formazioni Sociali- Osservatorio Nazionale per il Volontariato- Divisione III Volontariato
Via Fornovo, n.8
00192 Roma
La domanda di contributo, il connesso formulario e il piano economico, di cui alla presente direttiva, devono essere compilati in carta semplice, secondo lo schema riportato all’interno dell’Allegato n. 1. Sulla busta di spedizione devono essere apposte le dizioni: “Progetto Sperimentale volontariato -Direttiva 2009” o “Progetto Sperimentale volontariato - Direttiva 2009 per progetti relativi alla Regione Abruzzo”; il plico deve essere indirizzato e spedito tramite raccomandata con avviso di ricevimento o mediante corrieri privati o agenzie di recapito debitamente autorizzate, all’Osservatorio Nazionale per il Volontariato - Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali –Direzione generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali –– Divisione III Volontariato - Via Fornovo, n. 8 – 00192 – Roma.
Le domande spedite devono pervenire al predetto indirizzo entro le ore 12.00 del giorno 19 ottobre 2009. Il plico può essere, altresì, presentato a mano presso la Direzione Generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali, Divisione III, al medesimo indirizzo, entro e non oltre le ore 12 del giorno di scadenza. In tale caso verrà rilasciata apposita ricevuta nelle giornate non festive dalle ore 9.00 alle ore 12.00 dal lunedì al venerdì.
La data di acquisizione delle domande è stabilita e comprovata, nel caso di spedizione, dal timbro a data apposto dalla Divisione III della Direzione Generale del Volontariato e nel caso di presentazione diretta, dalla ricevuta rilasciata dalla suddetta Divisione con l’indicazione della data e dell’ora di consegna.
Per l’anno 2009 i progetti dovranno riguardare ambiti d’azione compresi tra i seguenti, indicando eventualmente l’ambito prevalente:
Le suddette azioni potranno essere realizzate anche in collaborazione con amministrazioni locali, istituzioni scolastiche ed universitarie, nonché con le organizzazioni di terzo settore attive nei territori di riferimento individuati.
Le singole attività progettuali, negli ambiti d’azione prescelti tra quelli sopraindicati, devono essere impostate puntando al raggiungimento di uno o più di uno tra i seguenti obiettivi:
• creazione e consolidamento dei legami sociali all’interno di aree urbane o extraurbane disgregate (ad esempio, per effetto di processi recenti di mobilità residenziale in uscita o in entrata);
• arricchimento e miglioramento delle condizioni individuali e familiari di soggetti svantaggiati soggetti che vivono in situazioni di marginalità sociale, persone senza dimora, povertà estreme, ecc., sotto il profilo sociale personale, relazionale e professionale;
• agevolazione nell’espletamento di attività e nell’accesso e nella fruizione di servizi;
• promozione di iniziative di volontariato che prevedano, anche attraverso il coinvolgimento di altri enti non profit, delle amministrazioni pubbliche, delle istituzioni scolastiche ed universitarie localmente attive, la partecipazione di giovani di età compresa tra i 14 e i 25 anni, nonché la realizzazione di programmi di formazione e campagne di sensibilizzazione e informazione sulle iniziative di cittadinanza attiva e partecipata nelle quali sono coinvolti i giovani stessi;
• sviluppo di politiche di pari opportunità, prevedendo azioni finalizzate alla prevenzione e/o al superamento di tutte le forme di discriminazione o maltrattamento anche in ambito familiare.
Gli obiettivi indicati devono essere realizzati attraverso metodologie di intervento:
• innovative rispetto al contesto territoriale, alla tipologia dell’intervento o alle attività dell’organizzazione;
• pilota (prototipali) e sperimentali, finalizzate alla messa a punto di modelli di intervento tali da poter essere trasferiti e/o utilizzati in altri contesti territoriali.
Per maggiori informazioni si legga attentamente la sezione A) al punto 1, 2 e 3.
Il costo complessivo comprende la quota di contributo ministeriale (90%), erogato ai sensi della presente direttiva e la quota che è posta a carico dell’organizzazione proponente (10%).
Per maggiori informazioni a riguardo si legga la sezione D) della presente Direttiva.
Le organizzazioni di volontariato che intendono presentare progetti in base alla presente Direttiva, devono:
• essere legalmente costituite da almeno due anni alla data di pubblicazione della presente direttiva;
• essere iscritte nei Registri Regionali del Volontariato, in ottemperanza a quanto previsto nella legge n. 266 del 1991;
• indicare, qualora il progetto proposto venga ammesso a contributo, l’organizzazione capofila alla quale le organizzazioni co-attuatrici conferiscono la rappresentanza ai fini del progetto mediante formale atto di procura legale. In caso di collaborazioni con enti pubblici o con altri soggetti, rimane in capo all’organizzazione proponente la responsabilità del progetto. Si precisa, in ogni caso, che ai sensi dell’ art. 7 della legge 266/1991, l’Amministrazione non potrà stipulare convenzioni con le organizzazioni di volontariato iscritte da meno di sei mesi nei registri di cui all’ art. 6 della stessa legge.
Per maggiori informazioni a riguardo si veda la sezione B) della presente Direttiva.
Per informazioni:
Tel. 06.3675.4091.4046.4729.4808
Fax: 06.3675.4353
Cell. 339/7471525 339/7471525 (dalle ore 10.00 alle ore 17.30 esclusi i festivi)
E-mail: onvricerca@lavoro.gov.it progettilegge266_1991@lavoro.gov.it