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Dal burn-out dei volontari al bullismo, 51 idee trovano un finanziamento

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Il CSV Padova ha stanziato 170 mila euro per sostenere i progetti scaturiti dalle necessità più attuali indicate dalle associazioni locali: per il sostegno a chi è in difficoltà economiche, agli anziani malati e a tante altre situazioni di bisogno

Dal burn-out dei volontari alla gestione della sicurezza nelle associazioni; dagli aiuti alimentari al dialogo con i ragazzi contro il bullismo; dall’agricoltura alla comunicazione. Sono di ogni genere, ma sempre estremamente precise e attuali le esigenze di sostegno manifestate dalle associazioni di volontariato. Lo si vede puntualmente dai bandi che i CSV emettono periodicamente per lo “sviluppo delle reti associative e del volontariato locale”. Quello lanciato lo scorso aprile dal CSV di Padova ha prodotto 51 idee progettuali provenienti da 70 associazioni non profit della provincia, per le quali il Centro pochi giorni fa ha stanziato in totale 170 mila euro.

Le idee sono state raggruppate in macro-aree che identificano le principali necessità: tra queste, corsi di formazione per i nuovi volontari, stimolo della comunicazione esterna, sviluppo di servizi in favore di chi vive in disagio economico, sostegno psicologico e rimotivazione dei volontari ecc.

Per esempio, tango e danza sono gli strumenti riabilitativi che alcune associazioni che si occupano di anziani con patologia di Parkinson e Alzheimer propongono come innovativi per il territorio provinciale. Il CSV Padova studierà pertanto in co-progettazione con le associazioni interessate dei percorsi per introdurre queste discipline in forma sperimentale, coinvolgendo anche i volontari e i familiari.

Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo emerge come priorità tra le associazioni impegnate in attività e servizi per minori. Dalla creazione di un fumetto, con il coinvolgimento diretto dei ragazzi in ogni sua fase, agli incontri di sensibilizzazione nelle classi fino all’apertura di sportelli di ascolto per i giovani, il CSV coordinerà le idee pervenute dalle associazioni in un percorso strutturato e integrato.

Le associazioni che si dedicano alle persone in stato di disagio socio-economico hanno invece segnalato come strategie vincenti l’agricoltura sociale e l’emporio solidale: la prima per impegnare le persone in un’attività a contatto con la terra che fa riacquisire competenze e fiducia e consente di usufruire dei prodotti coltivati; l’emporio invece come modalità di sostegno alle famiglie, mettendo al centro la persona e la sua capacità di scelta dei prodotti di cui necessita maggiormente, uscendo da una logica “caritatevole”. In questo caso il CSV metterà in contatto le associazioni impegnate in tale ambito per permettere un confronto di esperienze e una messa in rete delle competenze acquisite.

Sono emerse inoltre alcune necessità trasversali che il CSV tradurrà in nuovi servizi. Uno riguarderà la formazione permanente dei volontari in servizio e la supervisione psicologica per evitare situazioni di burn-out e di perdita di motivazione. Il servizio sarà attivato con il dipartimento di Psicologia di comunità dell’università di Padova che coinvolgerà un gruppo di neo-laureati in percorsi di supervisione della durata di un anno, con incontri mensili, rivolti alle associazioni.

Verrà inoltre implementato e ampliato il servizio di ufficio comunicazione e stampa a favore delle associazioni che hanno segnalato questo come punto debole, con conseguente difficoltà a raggiungere le persone che potrebbero usufruire delle attività e a sensibilizzare sul valore del volontariato e della solidarietà. Particolare attenzione sarà data alla comunicazione on-line e allo storytelling, soprattutto per l’ambito interculturale.

Legati ai nuovi adempimenti derivanti anche dalla riforma del Terzo settore saranno i servizi di supporto alle associazioni per la redazione del bilancio sociale e per la normativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, necessaria anche per accogliere ragazzi in alternanza scuola-lavoro e persone in misura alternativa alla pena.

“Il bando di finanziamento è frutto delle prime novità introdotte proprio dalla riforma, – spiega Emanuele Alecci, presidente CSV Padova. – Il ruolo dei Centri di servizio per il volontariato infatti vedrà diverse modifiche, tra le quali l’impossibilità di erogare direttamente fondi alle associazioni di volontariato. Abbiamo quindi avviato una nuova modalità di pensare la progettazione sociale che vede le associazioni proporre idee e il CSV che, al loro fianco, realizzerà le azioni/servizi richiesti. L’auspicio è che questa forma di co-progettazione possa generare un valore aggiunto, ampliando il bacino di utenza delle singole associazioni e aumentando l’impatto sul territorio”.

 

Foto: © Anna Beatrice Romito - Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano