Diritti umani: 42 giovani europei a confronto per rimuovere stereotipi e pregiudizi

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Il progetto del CSV di Belluno, è la terza tappa di un percorso che ha coinvolto gli studenti di un istituto tecnico locale insieme ad altri provenienti dalla Macedonia e da Malta. Obiettivo: incoraggiare il dialogo interculturale a partire dal tema delle migrazioni.

di Clara Capponi

5 webSi chiama “Human rights: then and now”, il progetto finanziato dal programma europeo “Europe for Citizens” che dal 31 marzo al 3 aprile ha fatto tappa nel capoluogo bellunese.

Promosso dal Comitato d’Intesa e dal Csv di Belluno in partenariato con le associazioni Euro Media Forum e Alexis Prilep, il progetto ha coinvolto 42 giovani partecipanti provenienti non solo dal bellunese, ma anche da Malta e Macedonia; nel corso del fine settimana i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi sul tema delle migrazioni, approfondendo la delicata questione dei diritti umani di rifugiati e richiedenti protezione internazionale.

Per l’Italia hanno partecipato 14 studentesse frequentanti la classe quinta ad indirizzo sociale dell’Istituto T. Catullo di Belluno, guidate dalla professoressa P. Pasquali. “Ci siamo messe nei panni dell’altro, entrando in un'ottica diversa rispetto a quella a cui siamo abituate. Abbiamo capito meglio le difficoltà delle persone vittime di discriminazione e ragionato sull'importanza di non escludere, giudicare e classificare gli individui per etnia, sesso, religione, orientamento politico o sessuale, lingua o provenienza”. Il formatore Stefano Dal Farra, come facilitatore ha guidato il gruppo in un percorso che, a partire da un approfondimento del quadro normativo sul sistema di accoglienza di richiedenti e titolari protezione internazionale, è poi giunto ad una condivisione di alcune buone pratiche locali di accoglienza ed inclusione sociale.P1010473 1 web

Ospiti delle giornate di formazione sono stati i quattro ragazzi richiedenti asilo attualmente il servizio civile presso il Csv (Rahimdad Allahdad, Ousmane Dembelè, Osarumen Ogboe e Seydoumou Simaga), Chiara Davare, mediatrice culturale presso la Cooperativa Blhyster, Michele Pellegrini e Claudio Agnoli della Cooperativa Cadore Scs e Francesco De Bon dell’associazione Insieme Si Può.

L’Italia è la terza ed ultima tappa del progetto, che ha visto due precedenti esperienze di scambio che si sono svolte a Malte e in Macedonia nei mesi di febbraio e marzo scorsi.
Con questo progetto intendiamo scommettere ancora una volta sull’educazione dei giovani e sulle potenzialità offerte dalle esperienze di scambio, intese come occasioni per promuovere sul campo i valori della tolleranza e della solidarietà” afferma Laura De Riz, coordinatrice degli scambi e responsabile della progettazione all'interno del Centro studi del Csv.r

Per Giorgio Zampieri, presidente del Comitato d’Intesa, “le capacità e l’entusiasmo rappresentato da quanti si sono impegnati, insegnanti, istituzioni, studenti, volontari è certamente la dimostrazione di un momento significativo di cambiamento culturale anche nella nostra piccola realtà bellunese”.

 
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