I giovani volontari che danno un “volto umano” agli eventi culturali

{jathumbnail off}Sull’esempio di Mantova, che ne coinvolge centinaia all’anno, anche i due festival più importanti di Rovigo richiamano molti under 35 desiderosi di aiutare e sentirsi parte dell’evento. Il 10 marzo il CSV promuove un incontro sul volontariato “one shot”.

di Francesco Casoni

Festival Rovigoracconta piazza Vittorio EmanueleROVIGO - Cresce in Italia la voglia di impegnarsi come volontari negli eventi. Lo dimostrano esperienze di successo come il Festival della Letteratura di Mantova, che ogni anno coinvolge centinaia di volontari. Lo dimostra il boom di domande di volontariato all’Expo, oltre 12.000, il 75% di italiani.

Ma non ci sono solo i grandi eventi: in moltissimi contesti locali i volontari sono una presenza sempre più visibile e importante per la riuscita di iniziative culturali e ricreative. A partire da queste considerazioni, il Centro di Servizio per il Volontariato di Rovigo quest’anno ha voluto mettersi in rete con due tra le principali proposte culturali locali: il festival letterario Rovigoracconta e l’edizione rodigina del Festival Biblico, evento che coinvolge sei province tra Veneto e Trentino.

Nuove forme di impegno da valorizzare
“Negli ultimi anni – spiega il presidente del CSV, Lamberto Cavallari – abbiamo registrato una crescente richiesta di partecipazione a questo tipo di eventi”. Nulla di completamente inedito: in realtà, nei piccoli eventi locali, nelle sagre di paese come nelle esposizioni museali, i volontari sono presenti e attivi da tempo. “La novità - prosegue Cavallari - è la presenza soprattutto di giovani e il fatto che questi volontari non siano legati da vincoli di appartenenza o di identità”.
È un nuovo modo di vivere il volontariato, animato da nuove motivazioni e con modalità di partecipazione diverse rispetto al volontariato tradizionale, che tuttavia merita di essere conosciuto e sostenuto dai Centri di servizio. “Questa forma di volontariato esprime la voglia di essere parte, non semplici spettatori di una manifestazione, di contribuire ad un'iniziativa utile per la comunità”, prosegue Cavallari.

È anche una sfida per i CSV, nati per sostenere il mondo più “tradizionale” delle organizzazioni di volontariato, caratterizzato da un attivismo stabile, di lungo periodo, inserito in una struttura e animato da valori orientati al bene della comunità. I due mondi, finora, si sono perlopiù guardati con diffidenza. La sfida per i CSV è valorizzare il patrimonio di questo volontariato “one shot”, affinché non si disperda: “Crediamo che nel medio periodo questo volontariato estemporaneo possa portare benefici a tutto l’associazionismo ed in generale al territorio – conclude Cavallari – È un'esperienza utile, formativa, educativa, che dà la possibilità alle persone di conoscersi, stare assieme e confrontarsi. In fondo, questi sono tra i principali valori del volontariato".

Il 10 marzo al Csv di Rovigo inizia un percorso di accoglienza e formazione proprio per i volontari negli eventi culturali locali. Appuntamento alle 17 nella sede di viale Tre Martiri, 67 a Rovigo, per un incontro che vuole offrire innanzitutto una guida per orientarsi, specie per chi muove i primi passi in questo mondo (programma sul sito del CSV).

L’anima luminosa di Rovigoracconta
Rovigoracconta, festival di letteratura, musica, teatro, torna in centro storico dal 4 al 7 maggio per la quarta edizione. Già da alcune settimane è aperta la chiamata ai volontari, che daranno una mano nell’organizzazione degli eventi, nella promozione, nell’accoglienza del pubblico e degli artisti. “Nell’ultima edizione erano più di trenta, la prossima saranno una cinquantina o anche di più – raccontano gli organizzatori, Sara Bacchiega e Mattia Signorini – Crescono con il crescere del festival”. Il loro ruolo all’interno del Festival non è solo pratico: “Per noi rappresentano la parte luminosa e in movimento del festival. Sono la voce e i sorrisi che legano tutti gli eventi, l’anima bella delle cose. Senza di loro Rovigoracconta non regalerebbe allegria a tante persone”.
Un solo requisito è richiesto dall’organizzazione del festival: avere al massimo 35 anni. “Ci piace pensare di costruire un gruppo di ragazzi che condividono lo stesso terreno di esperienze, e che prima, durante e dopo Rovigoracconta se le scambino, formando un gruppo unito di giovani che vogliono fare cose belle, pulite, piene di energia”. Fare volontariato durante l’evento crea relazioni che durano anche in seguito: “I nostri volontari continuano a uscire insieme anche dopo. Si creano legami e amicizie”.

Il volontario dà un volto umano all’evento
In maggio, nel weekend dal 19 al 21, torna a Rovigo anche il Festival Biblico, che quest’anno si svolge in 20 comuni del Veneto e di cui il CSV è partner. Anche per questo evento si può entrare a fare parte della “squadra” che organizza gli eventi, dal punto di vista pratico e logistico, accoglie il pubblico e offre tutte le informazioni agli Infopoint. “Il Festival Biblico in questi quattro anni ha vissuto interamente di volontariato: direi che ne è il valore fondamentale e aggiunto”, spiega il responsabile dell’edizione rodigina, don Andrea Varliero. Il valore è che “il volontario di un evento culturale toglie l’anonimato all’evento stesso”, dà un volto, una voce e un sorriso all’evento.

Sempre nell'ambito del Festival Biblico, assieme al CSV, sono stati programmati degli incontri di formazione a cui i volontari potranno rovigoraccontapartecipare prima di divenire operativi. E al termine potranno richiedere un'attestazione dell'esperienza svolta ed essere orientati verso altre esperienze, se lo desiderano.

Che questo tipo di volontariato lasci tracce profonde nel territorio è convinzione anche di Varliero: “Il senso di appartenenza è un valore indelebile per un volontario: ne sono nate nuove relazioni, nuove opportunità di interazione anche tra gruppi di volontariato, proseguite dopo l’evento Festival”. Non solo: “Il Festival Biblico ha potuto offrire un nuovo sguardo: la coniugazione tra il sociale e il culturale, la collaborazione tra istituzioni di diversa provenienza, tracciando la strada verso un volontariato culturale, per una valorizzazione sociale del territorio, delle nostre città”.

 
Novembre 2017
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