Genitori con disturbi mentali: nasce la prima associazione dei figli

Dare voce al dolore nascosto, fare rete, promuovere la prevenzione della malattia mentale. È l’obiettivo della Comip (Children of mentally ill parents), fondata pochi giorni fa a Terni con il supporto del Cesvol, su iniziativa di giovani accomunati dalla stessa problematica 

di Nicoletta Gigli

“Vivere accanto a un genitore con una malattia psichiatrica ti segna per sempre. Ti ritrovi ad affrontare un calvario che accompagnerà la tua esistenza. Intorno il vuoto, la solitudine e l’assenza di supporti che consentano un’esistenza dignitosa”. Stefania Buoni ha lavorato sette anni per trovare la chiave giusta per sostenere giovani come lei. Una scommessa, la sua, che ha portato alla nascita di Comip (Children Of Mentally Ill Parents), la prima associazione italiana creata da e per i figli di genitori che soffrono di un disturbo psichico.

 

Stefania Buoni, fondatrice di Comip
Stefania Buoni, fondatrice di Comip

Comip ha visto la luce a Terni il 20 novembre scorso, nella giornata internazionale dei diritti dell’infanzia, e conta sul supporto del Cesvol, il Centro di servizio per il volontariato provinciale. È nata dall’incontro di Stefania Buoni, grazie a un gruppo di auto aiuto online, con altri figli che condividono la sua visione e il suo desiderio di cambiamento: Carlo Miccio, autore del romanzo “La trappola del fuorigioco”, e Gaia Cusini, autrice di una ricerca sul vissuto dei figli.

“Sono bambini e ragazzi, - spiega Buoni, - costretti ad assumere su di sé, sin dalla minore età, il ruolo di giovani con responsabilità di cura, spesso senza alcun tipo di sostegno, pagando un prezzo altissimo in termini di salute e di realizzazione personale. Comip vuole accendere i riflettori su questo fenomeno sommerso. Vuole dare ai figli di genitori con un disturbo psichico una voce istituzionale ed un ruolo attivo per poter esprimere le proprie istanze, partecipare da protagonisti alla costruzione di misure che favoriscano la prevenzione nella salute mentale, la lotta allo stigma ed il benessere psicofisico e materiale proprio e delle loro famiglie”.

Comip (Children Of Mentally Ill Parents)
Comip (Children Of Mentally Ill Parents)

Stefania, esperta in comunicazione, si avvicina al tema dei figli di persone affette da un disagio psichico per motivi personali. Sette anni fa inizia una ricerca in internet e scopre in altri paesi il peer support, il supporto fra pari dedicato ai figli, e il potere dello storytelling nell’elaborazione e condivisione di vissuti complessi e traumatici in contesti protetti come forum, blog e gruppi online, che garantiscono anonimato e tutela della privacy. Conosce figli adulti provenienti da Stati Uniti, Canada e Australia, attivi nei rispettivi paesi come advocate e agenti del cambiamento, in favore dei figli e delle loro famiglie. Fonda il primo gruppo di auto mutuo aiuto italiano online riservato ai figli di genitori con disturbo psichico, che oggi ha più di 320 iscritti fra i 14 e i 55 anni.

Nel 2012 vola a Vancouver per la conferenza internazionale dedicata ai figli di persone affette da malattia mentale e tiene, con i colleghi internazionali, una presentazione sull’uso di internet e dei social media nella costruzione di un supporto e di un cambiamento di sistema per chi condivide questa problematica. Lì si tiene la prima riunione ufficiale del gruppo internazionale I-Dasle (International Daughters and Sons with Lived Experience network), movimento informale fondato dall’australiana Nerrelle Goad, di cui dal 2015 Stefania è amministratrice primaria. Del gruppo fanno parte leader del cambiamento di Stati Uniti, Canada, Australia, Gran Bretagna, Singapore, Italia, Norvegia e Finlandia; oltre a facilitatori di gruppi di auto mutuo aiuto online, ricercatori, registi, scrittori, fondatori di associazioni, blogger, creatori di siti web dedicati. Tutti accomunati dalla voglia di dare voce a un dolore nascosto e fare rete, per promuovere la prevenzione nella salute mentale.

Logo Comip (Children Of Mentally Ill Parents)
Logo Comip (Children Of Mentally Ill Parents)

“Le testimonianze di chi vive questo calvario in fondo si assomigliano, - dice Stefania - così come le richieste di aiuto. La solitudine, l’impotenza di trovarsi di fronte a un padre o una madre con depressione, disturbo bipolare o schizofrenia, il senso di inutilità che prova chiunque tenti di avvicinarsi a patologie che stravolgono la vita del malato insieme a quella di chi vive accanto ad una persona che non si riconosce più. Ora questi figli non sono più soli”. 

Una versione di questo articolo è stata pubblicata nel numero di oggi dell’inserto “Buone notizie” del Corriere della sera.

 

 
Maggio 2018
L M M G V S D
1

Social wall CSV

Torna su