“Quando uscirò da qui…” Quaranta detenuti si raccontano

Nel libro “Controluce” storie dai penitenziari di Cosenza e Paola raccolte da Rosalba Baldino. Un progetto dell’associazione LiberaMente, che ha fatto creare un punto di lettura e studio all’interno del carcere. Con una biblioteca arricchita dai “libri sospesi” dei cittadini    

di Lory Biondi – CSV Cosenza

“Le feste per chi vive in carcere sono giorni pesanti. È la malinconia ad accompagnare i nostri pensieri e il nostro tempo, tanto che per combatterla scatta in noi un meccanismo di sopravvivenza emotiva”. Racconta così la sua solitudine Elton, detenuto nella casa circondariale di Paola. La avverte ancora di più a Natale, a Pasqua, nel giorno del suo compleanno.

Michele, invece, lavorava in una compagnia di navigazione e gli manca il mare. “Ora, a malapena intravedo il cielo e qualche sagoma di alcuni palazzi che circondano l’istituto, - scrive, - vorrei ritrovare quella nave affinché possa portarmi lontano dal buio che occupa la mia cella, la cella undici della casa circondariale di Cosenza”.

I racconti di Elton e Michele fanno parte del libro “Controluce” a cura della giornalista e scrittrice Rosalba Baldino, edito da Dignità del Lavoro. Il volume è stato presentato nei giorni scorsi nell’istituto penitenziario di Cosenza alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, studenti universitari e volontari. Racchiude i racconti di 40 detenuti di alta e media sicurezza delle case circondariali di Paola e Cosenza che hanno partecipato al laboratorio di scrittura creativa realizzato nell’ambito del progetto “Liberi di Leggere”, promosso dall’associazione di volontariato penitenziario LiberaMente e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (bando Direttiva 266/91, annualità 2014).

L’amore per i figli, per la propria compagna, il tempo che non ritorna e il passato che non si cancella, la speranza, l’amicizia, la passione per il calcio. I detenuti raccontano così la loro vita, ripercorrendo giorni felici, riflettendo sui propri errori, sopportando momenti difficili e anelando alla libertà. “Quando uscirò da qui sarò un uomo libero – scrive Francesco - libero di costruire il futuro”.

Il libro è stato consegnato ai detenuti da personaggi autorevoli del mondo delle istituzioni, del volontariato e della cultura che hanno curato anche le recensioni, tra cui il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, il presidente della provincia, Francesco Iacucci, il consigliere regionale Giuseppe Aieta, la delegata al welfare del comune di Cosenza, Alessandra De Rosa, il presidente di LiberaMente, Francesco Cosentini e il presidente del CSV Cosenza, Gianni Romeo.

Grazie al progetto di Liberamente è intanto nato un punto di lettura e studio all’interno delle mura carcerarie. “Si aprono nuove prospettive per la realizzazione di un polo universitario – ha affermato il direttore della casa circondariale, Filiberto Benevento – che consentirebbe ai detenuti di avviare e proseguire gli studi”.

Il progetto ha visto la realizzazione di un reading con la giornalista Carla Chiappini ed un incontro con lo scrittore napoletano Stefano Piedimonte, autore del libro “L’innamoratore”. Grazie a Liberi di Leggere è stata arricchita la biblioteca del carcere di Cosenza con arredi e libri (oggi conta più di tremila volumi) ed è stata coinvolta la cittadinanza tramite la possibilità di lasciare per essa un “libro sospeso”. A Liberi di Leggere è stato assegnato il Premio Antonio Proviero Città di Trenta (CS) e il Premio persona e comunità del Centro studi cultura e società di Torino. Il ricavato del libro servirà a sostenere le attività dell’associazione. 

 
Novembre 2017
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